mercoledì, 29 ottobre 2008


arabcinslavo ???


NOTAZIONE BREVE SULLA SCUOLA E LA RIFORMA DEL PIFFERO!

Italia che strano paese, dove l’esclusione diventa inserimento e la discriminazione è positiva
mi son concessa il piacere di leggere la modifica apportata da parte della “lega" e accettata senza un’ombra di vegogna dal governo, in cui sotto le menite spoglie di classi “ponte” si fanno rimascere le vecchie classi differenziali (alle elementari) dove trovavano posto tutti e di piu’, sia chi aveva “problemi” fisici sia chi aveva “problemi” di “diversità”
e lo si fa nel modo piu’ becero che si potesse trovare:

“discriminazione temporanea positiva”

mi vien da chiedermi…chi deve andare in queste classi “speciali” chi ha scritto questo e il ministro che ha letto (si spera) e approvato un simile orrido esempio di lingua italiana o i bimbi che ancora la lingua italiana non conoscono?


chissà forse se chi ha scritto questo obbrobrio avesse avuto il grembiulino e il fiocco, beh allora il suo italiano sarebbe stato migliore!!

conosco poso la scuola italiana, venivo in italia a dare gli esami come privatista fino alla maturità classica , ma conosco la scuola americana e lì le classi “speciali” si sprecano , specialmente per gli ispanici e anche lì sulla carta sono temporanee e durano poi tutta la vita!!!

ultima cosa mi vien un po’ da ridere persino, per non piangere pensate ad una classe “speciale” dove ci siano due magrebini, tre cinesi, un portoghese e qualche slavo… e la maestra che parla italiano ( perchè immagino che non ci sarà un insegnate di madre lingua per gruppo linguistico!!), e questi bimbetti che non sanno l’ialiano… che lingua impareranno?
arabcinslavo?
paradosso?
ho paura di no


postato da: chiccama alle ore 08:40 | link | commenti (4)
categorie: politica, sensazioni, scuola, mondo, sociale

martedì, 28 ottobre 2008


non son proprio tornata


non son proprio tornata, ma sono come si suol dire  a mezzo servizio

sarà l'età che vanza, sarà il reale che diventa sempre piu' compliato, sarà l'aria che tira intorno, ma è come se avessi l'influenza senza averla!

mi sento dolorante, e con poche cose da dire o da raccontare,  insomma uno di quei periodi prorpio che  dicei, ma quando passa!

e passa lo so che passa

oggi mi sono alzata tardi , molto tardi , non ho dormito stanotte, e mi sono svegliata al suono del telefono

detesto il telefono e pure i cellulari, non so mandare i messaggi e ho da sempre difficoltà a parlare ad una voce, mia madre diceva che al telefono sembro sempre la principessa tumistuffi... e forse aveva pure ragione..

riposndo al telefono ed è una pubblicità, mi volevano vendere uva sultanina sotto garppa!!
eheheh , luva sultanina mi paice, ma la grappa proprio nò e ho detto piu' o meno, ma per carità la grappa mi fa schifo!!

e apriti cielo, per poco non vengo denunciata per aqver nominato il nome della grappa in vano!!

alla fine le ho detto, ma lei si rende conto che mi ha rotto le palle mentre stavo dormendo?

risposta, lei dorme ancora alle 11 del mattino?

e per tutti i diavoli mi son sentita persino in colpa!!!

sìì devo cambiare registro!!




postato da: chiccama alle ore 22:28 | link | commenti (4)
categorie: pensieri, sensazioni, scuola, pausa, sociale

martedì, 07 ottobre 2008


bambini braccati


ho chiesto ad un amico Gino Di Costanzo se potevo rubargli questo post che si trova

nel suo Blog: Il punto improprio
 
perchè credo che debba essere letto da piu' persone poccibili, è una riflessione forte che noi "umani" dovremmo avere il coraggio di fare
grazie Gino per la tua disponibilità!
chicca


"""Noi sappiamo dei bambini braccati che succhiano violenza dai capezzoli d’asfalto di Rio de Janeiro, delle loro cornee alloggiate in occhi altrui, dei loro reni, polmoni e di tutti gli altri pezzi di ricambio venduti nei nostri mercati dell’usato garantito.
Noi sappiamo dei piccoli boskettari che svernano accucciati tra i cartoni, nel tepore delle fogne di Bucarest.
Noi sappiamo dei fanciulli di Baktapur, crocifissi ai telai per i nostri tappeti made in.
 
Il primo freddo autunnale disturba la città che si sveglia. Proteggo le mani nelle tasche dei pantaloni mentre i miei pensieri fendono l’umidità. Come ogni mattina sto andando a guadagnarmi la sopravvivenza. Non so se questo basta a fare di me un uomo.
 
Noi sappiamo dei piccini di Sialkot che trapuntano la loro prigionia su palloni che non calceranno mai.  
Noi sappiamo del feto strappato dal ventre squarciato di sua madre, pulcino mai nato nelle nebbie della Selva Lacandona, e sappiamo delle mosche che nutrono la loro prole nella pelle rinsecchita di alcuni lattanti sudanesi.  
Noi sappiamo delle gole, degli orifizi anali, delle vagine acerbe e di tutto quanto annega nel lubrico mare di sperma occidentale.
 
Il mio respiro si condensa in vapore biancastro, nuvole grigie e sprazzi d’azzurro convengono per una modica quantità di pioggia. Mi rinchiudo nell’impermeabile, procedo a piedi  verso la stazione. Ho freddo.
 
Noi sappiamo dei ragazzini che sperimentano quanto è debole il luccichio dell’oro e dei diamanti nel buio franoso delle miniere del Katanga.
Noi sappiamo dei giovani assassini di Città del Messico, annebbiati dai miasmi di un barattolo di colla, e sappiamo dei piccoli innocenti che aprono nuove vie tra le montagne d’immondizia di Dandora.
 
Il buco nero della metropolitana inghiotte schiere di condannati al lavoro, poi li agglutina nei vagoni. Una volta a bordo nessuno spazio vuoto separa i corpi, una gelatina che vibra e ondeggia, un blocco unico di materia viva ed inerte.
 
Noi sappiamo delle gambe e delle braccia dei pastorelli afgani e iracheni recise dalla chirurgica precisione di giocattoli a frammentazione che, occasionalmente, risparmia loro la vita.
Noi sappiamo di sbarbatelli palestinesi che si procurano pietre da lancio dai detriti delle loro case abbattute, e sappiamo anche delle attività ludiche dei soldatini congolesi, protagonisti imberbi di un tragico gioco di guerra.
Noi sappiamo dei rivoli di sangue che trascinano via la felicità mutilata delle bimbe somale, infibulate dalla cruenta, millenaria cultura dei maschi dominanti.
 
E’ una tacita, mutua sopportazione, ma nessuna complicità. Manca ancora un po’ alla mia fermata, adesso ho caldo. L’aria illude le narici, poi solidifica nei polmoni. Non respiro come vorrei.
 
Noi sappiamo del cancro e delle deformità dei frugoletti italiani che nasceranno nei pressi di fabbriche a norma, discariche legali, inceneritori conformi, centrali sicure.
Noi sappiamo della sofferenza degli ometti votati all’eccellenza dalle frustrazioni dei propri genitori.
Noi sappiamo della colpevole, cristiana carità che incoraggia miseri nomadi ad esibire dolci zingarelle sozze sui nostri marciapiedi del benessere.
Noi sappiamo del ricordo opprimente dei marmocchi rapiti e mai più ritrovati.
Lo sappiamo, sono il parto rinnegato della globalizzazione, sono i figli illegittimi della dittatura mondiale chiamata liberismo, sono la discendenza sacrificata sull’altare dell’unico capitalismo possibile, quello feroce, sono i cuccioli della razza umana, sono bambini.
Sono solo bambini.
La pietà, la compassione, le lacrime, non valgono il vomito di una pulce. Dolersi non serve. Serve uno specchio in cui guardarsi…
 
Toglierei l’impermeabile se potessi, ma so che non servirebbe, sono stipato sottoterra. Le mie ossa, i miei muscoli, il mio sudore mi implorano, lo schifo mi convince: spezzando legami molecolari mi faccio strada con violenza, mi avvicino all’uscita. Io non proseguo, non con voi, io scendo alla prossima, io scendo adesso.""""

Gino Di Costanzo
postato da: chiccama alle ore 09:24 | link | commenti (29)
categorie: pensieri, bambini, sensazioni, vergogna, umanità

lunedì, 22 settembre 2008


un bacio


Vorrei avere la tua bocca
aprirtela con dolcezza,

dopo averla sfiorata
teneramente e
donarti il mio respiro.

Vorrei baciarti con le tue labbra.

chicca



postato da: chiccama alle ore 18:27 | link | commenti (14)
categorie: musica, poesia, sensazioni, emozioni

venerdì, 12 settembre 2008


filari d'uva bianca


filari d'uva bianca
albero di sambuco

odore di fieno tagliato
braccia profumate di vaniglia

lenzuola di cotone grezzo
raschiare sulla pelle bianca

fumo del cammino a bruciare
occhi innocenti

e tu che mi guardi
e mi vedi donna
con labbra rosse
e di me racconti la giovinezza

mescolata ai tuoi sogni di bambina
al profumo di lavanda
e alle spighe di grano

frullano , azzurre ali d'uccelli
i tuoi pensieri
si annodano e si dipanano
in fili colorati dalla memoria

chicca
postato da: chiccama alle ore 12:38 | link | commenti (10)
categorie: poesia, sensazioni, emozioni

lunedì, 28 luglio 2008


a terminare i raccolti



distratte briciole notturne

del ghiotto impasto

che la vita serve irriverente


al quotidiano perdersi


(dolenza ricorrente)


in tenerezze infette

su fianchi esuberanti

di vigoria sfilacciata


in trame logore,

tessute da grandi mani


a terminare i raccolti.

chicca
postato da: chiccama alle ore 22:04 | link | commenti (14)
categorie: poesia, sensazioni, emozioni

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