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se n'è andato Robert Rauschenberg, artista multiforme che ha popolato la vita culturale americana e non, per molti anni, dicono i critici seri che sia uno dei padri della Pop Art, io non ne sono sicura, ma forse è così, anche se le sue opere a me che non amo molto la Pop Art piacciono molto, hanno un qualcosa di diverso e di piu' rispetto a coloro che l'hanno seguito, il suo è un valore aggiunto che non trovo in molti artisti legati alla Pop Art, per quel che mi riguarda lo trovo piu' vicino ad un espressionismo astratto, sia per le forme , sia per i colori
il suo dipingere a mano molte zone del collage, la sovrapposizione stessa di aprti dei collages, lo rende unico e difficilmente "copiabile"
lui stesso chiama il suo modo di dipingere combing-paintings e credo sia proprio esatto




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questa opera intitolata appunto

I was a rich man's plaything
viene spesso considerata la prima vera opera della POP ART e l'autore è Edoardo Paolozzi, noto soprattutto cone scultore, nato a Leith (al Nord di Edimburgo) da genitori emiganti di origine italiana

studia arte ad Edimburgo, poi a Londra e infine come spesso accade vola a Prigi, dove incontra Giacometti e il surrealismo, molto stimato anche come "professore" insegna in molte parti del mondo e anche a Berkeley alla fine degli anni sessanta e proprio lì io ne ho scovato tracce
amico di Richard Hamilton, col quale ha fondato il gruppo ICA
molto famoso il suo Newton (dopo William Blake) all'esterno della British Library.

venne insignito dalla Regina del titolo di SIR
chicca
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"la pittura obbedisce all’inchiostro, l’inchiostro al pennello, il pennello alla mano, la mano al cuore del pittore".. così Shi Tao nel 1600/700 ci racconta il modo di dipingere legato al mondo cinese, un modo di dipingere che non si è mai o quasi mai slegato dalla calligrafia nel carattere era racchiuso anche un immaginario che rappresentava pur nella stilizzazione la realtà, esso è diventato piu' semplice, ma rimane sempre comunque segno, un buon pittore non può prescindere dall'essere anche buon calligrafo, l'uso del pennello nella calligrafia è il primo passo verso la pittura
per i pittori cinesi dipingere significa rappresentare il bello, perchè la pittura è proprio questo una interpretazione del reale, non la sua mera riproduzione le tematiche presenti nell'arco dei secoli si collegano al mondo degli uccelli e degli animali, dei fiori e delle piante, dei ritratti e dei paesaggi, in particolare la natura rappresenta il mondo dell'umo e assume spesso un valore simbolico, la primavera sono i fiori del susino, l'autunno è il crisantemo, il bambu' che non si spezza mai la saggezza
una grande importanza ebbe per la pittuta cinese la : ""Dinastia Song (960-1127) e l’Accademia Hanlin L’imperatore Hui Zong (1082-1126), filosofo, archeologo, critico d’arte, pittore, raccoglie intorno a sé i migliori artisti del tempo rifondando l’Accademia Hanlin iniziata dai Tang. L’Accademia è anche conosciuta come "La foresta dei pennelli". L’imperatore trascorre parte del suo tempo tra gli artisti, ammirando, suggerendo, criticando i lavori e premia i vincitori dei concorsi con la "cintura d’oro", il massimo riconoscimento a cui un pittore può aspirare. Di Hui Zong ricordiamo il "Pappagallo a cinque colori" e il "Fringuello in mezzo al bambù"""". (dal WEB)
un ruolo determinate ed importantissimo nella pittura cinese è svolto dal pennello, perchè è con esso che si traccia la forma, come nella calligrafia si traccia il carattere la tecnica dell'uso del pennello è leggermente diversa da quella che siamo abituati ad usare, il pennello è tento perpendicolare al foglio, i tratti vengono impressi dal movimento del gomito e della spalla, è considerato un grave errore usare il polso o le dita
""... Se il pennello è lo strumento, l’inchiostro è il mezzo che permette di visualizzare le idee artistiche. L’inchiostro cinese è formato da fuliggine o nerofumo impastato con colla e aromatizzato con canfora o muschio. Una volta essiccato viene venduto sotto forma di tavolette o di bastoncini. Tra gli ingredienti usati troviamo polvere di giada, di perle, di lacca grezza mescolati alla fuliggine di un pino particolare. Oggi si produce anche il tipo "oil-smoke" ricavato bruciando olio di semi del "Tung" (un albero cinese misto a resina di lacca. Il suo nero, quando non è diluito, è superiore a quello dell’inchiostro tradizionale. Per questo è preferito dai pittori contemporanei. Esistono anche tavolette d’inchiostro di diversi colori. La pietra per l’inchiostro è una pietra particolare che viene accuratamente scelta, lavorata, scolpita. Pur nelle forme più varie, squadrate o arrotondate, è sempre formata da una duplice vaschetta che raccoglie nella parte più profonda l’acqua e nella parte più spaziosa la polvere ottenuta sfregando la tavoletta d’inchiostro sulla pietra. Il costo di queste pietre varia da poche migliaia di lire a diversi milioni ed esiste una precisa classificazione di essa a seconda delle venature, delle sfumature di colore che vanno dal grigio-piombo al nero, determinandone il valore commerciale. La tavoletta d’inchiostro sfregata su queste pietre lascia una polvere così fine che diluita nell’acqua non lascia traccia. Il primo materiale impiegato nella pittura, ad eccezione di quello usato per decorazione nelle arti minori come vasellame, suppellettili, mobili, è stato certamente la seta. La parte più importante è la trama che deve essere finissima a tal punto che si fatica a distinguerla dalla carta. Trattata con appretto, amido, gesso e talvolta bollita in acqua e glucosio diventa lucida, brillante, accogliendo l’inchiostro o i colori senza lasciarli spandere, valorizzando al meglio le qualità cromatiche...." (dal WEB)
chicca le immagini sono tratte dal (California museum of Berkeley)
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7.03.2001