Su IBRID@MENTI potete trovare e leggere e guardare
ed ascoltare, un mio lavoro :
"Tra me e le parole"
dove ho usato, parole, immagini e musica!!!
ringarzio sempre gli amici di Ibrid@menti!!!
chicca
esistono delle "tecniche" in tutte le arti che potrebbero essere vissute come "regole" e che sicuramente è opportuno conoscere, ma che non è doveroso rispettare , a mio avviso
la capacità creativa è
il saper gestire l'esistente in maniera originale generando l'inaspettato che siamo capaci di produrre in chi osserva
E.H. Gombrich nel suo libro divulgativo: "The Story of Art" diceva ad esempio a proposito del "manierismo" diceva che il Parmigianino nel suo modo di interpretare la figura voleva essere "unorthox", cioè non ha voluto seguire i canoni che erano consueti prima di lui e si spinge anche oltre dicendo che voleva anche mostrare che la soluzione classica dell'armonia perfetta non era l'unica soluzione concepibile, dice anche che questo modo di "procedere" può non piacerci, ma che sicuramente Lui era coerente con la strada intrapresa, aggiunge poi una cosa sulla quale concordo pienamente (anche se pochissime volte sono in accordo con lui!!!), cioè che il Parmigianino e quegli artisti del suo tempo che "intenzionalmente" hanno voluto creare qualcosa di nuovo e "unexpected", sono forse i primi artisti dell' "arte moderna"
quindi la tecnica-regola è importante conoscerla per saperla stravolgere
io mi diletto di grafica (in gioventu' usavo i penenlli) ed uso il computer e spesso "paciugo" foto che io scatto, le rileggo attarverso un mezzo il computer che mi permette di scombinare l'immagine fotografata e il rapporto tra vero , verosimile e realtà mutano e si intersacano
chicca





paciugando ...a proposito di scale...




soffio di luce al vento
a ricamo d'ombra trattenuto
[silente]
riflessi di suoni rubati
a grappolo dal giardino d'inverno
[assonanti]
rulli di scrittura su tamburo
a incidere di musica la pelle
chicca



chicca
ho spalancato la porta tutta ed ho ascoltato il mare respirare
fa caldo direi, anche se tira un vento che porta sabbia, vorrà dire che domani sarà ancora piu' caldo
è strano questo respiro del mare, rauco, pesante, anche se è un olio
non si avvertono nemmeno le onde che si infrangono sulla battigia, eppure è un respiro affannoso, che fa fatica, che arranca
forse è il mio respiro che sento e che confondo con quello del mare
ascolto, vedo e posso toccare la solitudine
posso accarezzarla ed accoglierla fra le mie braccia
mia compagna da molti mesi, non potrei fare a meno di lei
mi ha aiutato a capire a comprendere molti perchè, mi ha cullato, abbracciato e si è fatta carico dei miei dolori
è un'amante che non tradisce e non abbandona è sempre lì ti aspetta
chicca
aqaba settembre 2007 (o forse oggi...)

tra me e le parole, a volte accade, che qualcosa non funzioni,
mi escono con difficoltà e con difficolta si posano sul foglio,
come brandelli di pensieri scomposti e colorati,
come immagini che prendono forma
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distendono le ali nell'aria,
confuse immagini
di geometriche presenze,
memorie di voli ancestrali
arrotolate nei fili dei ricordi,
avviluppate in spirali infinite
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come ghiacci d'estate colano
su cime assolate e stanche
desiderose soltanto
del freddo di sempre
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come respiro del deserto
dove nella sabbia
si confondono i volti
degli affetti lontani
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chicca
bambina, passavo molto tempo a giocare nel cortile, tutte le case che ho abitato avevano un cortile, a volte piccolo a volte enorme e a volte un cortile interno
questo era quello che piu' mi affascinava, come se i palazzi avessero avuto "dentro" un vuoto da cui guardare il cielo
avevo deciso che mi sarei costruita una casa con un buco al centro che mi permettesse di vedere il cielo, l'avrei coperto di vetri, così potevo osservare le nubi, le stelle, la pioggia e la neve, essere al coperto e nello stesso tempo essere fuori, guardare oltre
Mama Lucille, ci portava a giocare sulle rive del fiume, si potevano pescare i granchi o anche i gamberetti e nessuno si lamentava se facevi il bagno col grembiule a fiori
ci raccontava storie nella sua lingua creola, che noi bambini non capivamo del tutto, ma era affascinante quel suo perlare, sembrava musica e in fondo che importanza aveva capire, bastava ascoltare e immaginare
suo figlio Orge suonava la chitarra con uno strano bastoncico e il suono era stridulo e molto veloce, Maria non riusciva a seguirlo coi biedi battuti per terra e noi la canzonavamo e la musica si trasformava in grida, in urli, in litigi, con tuffo finale nel fiume, per riprendere poco dopo con malinconia, il sole voleva calare le palpebre e noi si doveva tornare a casa, tornare al cortile interno al mio buco verso il cielo, verso l'universo
ho costruito la mia casa e la mia stanza da letto ha una "lucernaio" ,non grande come un cortile interno, ma si può vedere un gran pezzo di cielo, sentire la pioggia e vedere il buio e se è sereno anche i puntini luminosi
col naso all'insu' entrano nella stanza anche le briciole , gli spizzichi dei ricordi , ballano davanti a me al suono della chitarra di Orge e si confondono con le grida e gli strilli e i litigi
chicca
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Il (Probabile) Presidente Robert F. Kennedy - Paul Fusco
il pomeriggio di sabato 8 giugno 1968, il corpo di Robert Kennedy, come 103 anni prima quello di Lincoln , è stato trasportato con treno "funebre" da New York a Washington. per Lincoln si dice fossero state molte migliaia, per RFK, furono milioni di persone a fare da corteo disseminati lungo i binari alla bara, non poteva essere vista dagli "astanti", ma molti avevano la mano alzata come era solito fare il Presidente Kennedy
in piedi vi erano casalinghe piangenti, vigli del fuoco, contadini, ragazzini che giocavano nei campi, intere famiglie ferme sull'attenti, alcuni con vistosi occhiali scuri, altri con le lacrime agli occhi, come fosse passata la bara di un loro familiare
migliaia ed migliaia la gente nera in attesa tranquillamente senza preoccuparsi del caldo, forse vivevano vicino ai binari, o forse perchè sapevano che Robert Kennedy a loro sarebbe mancato
molti in America hanno creduto che suo fratello , il presidente John F. Kennedy rappresentasse un Governo diverso, un potere che era in funzione dei cittadini e non in funzione delle classi privilegiate e potenti ed era morto anche lui assassinato
la morte di Robert Kennedy ha segnato per molti "diseredati" la morte anche di un sogno, di una speranza e si sono riversati sui binari a salutare il loro futuro che se ne andava
queste immagini sono diventate un "EVENTO" che evoca ed è memoria di un altro "EVENTO" la morte di Robert Kenendy, hanno fatto il giro del mondo, vengono riproposte puntualmente ogni anno in commemorazione ..
sono state scattate da PAUL FUSCO, uno dei grandi fotografi dell'Agenzia Magnum, egli era sul treno e queste immagini sono il racconto "in diretta" di quell'evento...
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chicca


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7.03.2001