domenica, 01 giugno 2008

Laszlo Moholy-Nagy, un uomo "multiforme"

 

 

Non colui che ignora l'alfabeto, bensì colui che ignora la fotografia sarà l'analfabeta del futuro”

così diceva 

 Laszlo Moholy-Nagy

(1895-1946)  

 uomo dai molteplici interessi che hanno investito diversi mondi, la pittura, l'architettura, la fotografia, la scebografia, il cinema e in essi si è calato raccontando quella che era la sua perticolare idea di arte, possiamo infatti anche considerarlo un teorico alla continau ricerca di

"una nuova defini­zione sociale del ruolo dell'artista in un mondo ed in un tempo caratterizzati
dall'egemonia degli apparati tecnico-industriali e dalla conseguente trasformazione di tutta la rete delle relazioni socioculturali" (G.C. Argan, in G. Rondolino, Laszlo Moholy-Nagy: Pittura Fotografia Film, Torino, Martano, 1975.)

Laszlò Moholy-Nagy , direttore del niovo Bauhaus quando questo venne trasferito a Chicago nel 1937, ha capito forse prima di altri che nel  processo di trasformazione  tar il lavoro artigianale e quello industriale  è senza dubbio implicata anche l'arte, sia coi suoi valori, sia con le sue funzioni

"questa trasformazione richiede che l'artista sia capace di instaurare un'intesa,  un rapporto organico con la struttura produttiva (il che significa, in chiave marxiana, con la Storia), che implica per un verso la conoscenza  delle tecniche moderne, dall'altro la consapevolezza che la produzione artistica non può più avvenire ad un livello semplicemente manuale-fabrile,  ma richiede bensì un potente apporto ideativo-progettuale che subordina il suo compimento estetico alla messa in esercizio di quelle tecniche moderne
di cui l’artista-progettatore deve saper disporre." (di Alessandro Tempi )

nel progetto  teorico di Moholy-Nagy l'arte si va trasformando da "mistero romantico" in "chiarezza storica", cioè fa una parte  la capacità di equiparare se stessa ai processi storici in atto, dall'altra la  necessità di riportare la consapevo­lezza artistica  agli ambiti strutturali di tali processi ed è sicuramente   all'interno di questa seconda "parte"  che si configura lo spazio possibile   per formulare una nuova estetica

la vita e il resto su di lui lo trovate su wikipedia qui: László Moholy-Nagy

chicca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

mercoledì, 07 maggio 2008

andar per castelli in Giordania (sesta parte)

 

  

 continua il racconto intorno ai Castelli del Deserto in Giordania, cioè i Castelli  degli Omayyadi

i post dedicato all'argomento con le note introduttive si trovano qui:

andar per Castelli in Giordania (1)

andar per Castelli in Giordania (2)

andar per Castelli in Giordania (3)

andar per castelli in Giordania (4)

andar per castelli in Giordania (5)

 Castello di Al - Tuba 

 non è particolarmente bello, e neppure molto frequentato, facile da raggiungere è molto difficile trovarlo sui libri delle guide....

nel Wadi Ghadaf appena a 100 chilometri a sud-est di Amman, rimangono i resti del Castello Al-Tuba , la cui costruzione è possibile datarla nell'ottavo secolo sotto Al-Walid II di U, ma non è mai stato completato
Misura circa 140 x 72 metri e consiste in due strutture dello stesso formato
un cancello collega queste due costruzioni attraverso un passaggio, i loro pavimenti sono identici
Ciascuno fiancheggiato da due piccole , stanze quadrate che sporgono, le entrate principali sono situate al centro della facciata a nord di ogni recinzione
un totale di quattordici torrette semicircolari a intervalli uguali sostiene l'esterno della pietra della struttura, compreso quattro agli angoli esterni e due agli angoli uniti delle costruzioni
aull'entrare, un lungo corridoio si apre circondato da stanze
come decorazione, (disegno e materiale), Al-Tuba rievoca quella di Al-Mshatta , è accertato che sono stati costruiti allo stesso periodo
entrambi i palazzi si caratterizzano per i mattoni esterni ed interni
il palazzo è lasciato a se stesso, e per ora non ci sono possibilità che venga fatta alcuna opera di bonifica, ed è un peccato, perchè potrebbe portare turismo in una zona che ne ha veramente bisogno... 

P.S i castelli degli Omayyadi, sarebbero finiti, ne manca uno che tuttavia è molto malmesso e io ne ho foto non con la digitale, se riesco ne faccio altre quando ritorno in Giordania e le aggiungo
aprirò ora un post su Castelli dei Crociati sempre in Giordania
ma prima vi parlerò del Castello di Ajloun che è un caso a sè!!
 

chicca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: chiccama alle ore 10:06 | link | commenti (14)
categorie: architettura, arte, giordania, castelli
sabato, 01 dicembre 2007

EL CAPRICHO de Comillas (Gaudí)

 

EL CAPRICHO de Comillas


Progettato da  Antoni Gaudí e stato costruito nell'anno 1883 sotto  la direzione dell'architetto Cascante Colom seguendo i piani di Gaudí.
L'incarico del progetto fu dato ad Antoni Gaudí  da  Massimo Díaz di Quijano che desiderava avere una casa di villeggiatura di fianco al palazzo di Sobrellano nella cittadina di Comillas
La casa è il progetto di un giovane Gaudí che ancora non aveva adottato un stile architettonico definitivo all'interno del Modernismo, ma che mostra qui, con la sua fantasia,  combinata con una visione contemporanea dell'architettura e  con l'adozione di elementi storici , i prodromi di quello che sarà il suo stile futuro
Il design dell'edificio si realizza  in un pianterreno allungato sucui si costruiscono due piani ed un seminterrato in cui si trovavano il garage ed i servizi - (attualmente un negozio di vendita di articoli "gaudinistas").

Sopra  le  quattro colonne dell'entrata si erige un'originalísima torre  che rompe deliberatamente l'unità dell'edificio.
La facciata è costruita con mattoni a  vista "fioriti" con strisce di ceramica decorata. Anche il ferro battuto è presente, specialmente nelle ringhiere delle terrazze e dei balconi, particolarmente  brillante è la ringhiera della terrazza nella parte che circonda la torre

 

 

 

 

 

 

 

adesso è diventato un bellissimo ristorante

molto caro indubbiamente, ma merita anche soltanto per poter provare l'emozione di mangiare fra mura così  particolari...

chicca

 

 

postato da: chiccama alle ore 12:39 | link | commenti (10)
categorie: architettura, gaudì

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