sabato, 06 settembre 2008


IRAK alcune immagini prima della guerra...



Al Kadhimain Moschea, Bagdad



Baghdad (Iraq Museum)



Baghdad - Al Qasr al Abbas



Samarra - Friday Mosque



Samarra - Abu Dulaf

chicca
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categorie: immagini, architettura, arte, foto, irak

mercoledì, 06 agosto 2008


Gaudì (prima parte)


 

Gaudì

è importante a questo punto parlare di cosa è Gaudì e vorrei farlo con le parole di Carlo Giulio Argan che a mio giudizio forse piu' di altri ha saputo raccontarci Gaudì, almeno l'ha racconato in un modo che a me è particolarmente caro

come particolarmente caro mi è Gaudì, benchè sia lontano dal mio modo di vedere ed interpretare le forme architettoniche,  ma ne subisco il fascino, subisco il fascino dei suoi colori delle sue forme dello Spazio come luogo 

"" Gaudi è un grande architetto: perfettamente al corrente, nonostante il voluto isolamento, delle tendenze del tempo, anzi più audace e spregiudicato, nel lessico formale, nella tecnica, nell'abbandono dell'impulso lirico, di un Van de Velde o di un Horta.
Con l'inesauribile novità delle sue invenzioni costruttive e decorative riesce a dimostrare che il linguaggio  architettonico  moderno avrebbe possibilità poetiche ben maggiori se non lo frenassero la pregiudiziale ideologia sociale e l'impegno di mantenere la «creazione» artistica nell'ambito dell'utile.
All'ideologia Gaudi è contrario per principio: è nato e cresciuto in una società retriva, che comincia appena a provare le prime irrequietezze moderniste.
Non crede alla società, è un'astrazione; concreto è il popolo, nel suo caso il devoto popolo catalano, di cui si sente parte ed interprete.
Anche la città, come la immaginano i primi urbanisti, è utopia: concreta è la città vivente, nel suo caso Barcellona; è assurdo che ogni generazione pretenda di riformarne la struttura, ma è giusto che aggiunga i segni della propria esistenza a quelli del passato.

Astratto è lo spazio, concreto il luogo: l'intensità plastica e coloristica delle forme di Gaudi dipende dal fatto che sono immaginate per quel sito, quella luce, quella gente.

La Sagrada Familia, a cui lavora per tutta la vita, non è una chiesa con una fumzione sociale, cattedrale o parrocchia, ma un tempio che si erge sulla citta e la  riassume, come una preghiera collettiva espresa in forme e colori.

Il Parco Guell è una libera, animata combinazione di forme plastico-coloristiche e forme naturali.

È noto che Gaudì
contrapponeva la propria versione, mediterranea e cattolica (infine, fondmentalmente barocca), alla versione nordica, mitteleuropea dello Art Noveau. In certo senso può accostarsi ai Fauves, perfino a Matisse: soltanto che si porta dentro l'ascetismo tormentato del Greco.
Tuttavia Gaudì non è un  barocco in ritardo nè, malgrado la sua audacissima sperimentazione formale un reazionario: si chiede sinceramente  da uomo religioso qual era, se l'artista abbia il diritto di sacrificate al mondo sia pure per un nobile scopo educativo l'impulso fantastico che gli viene di Dio. Risponde no e, coerente, si dedica tutto a Dio:

il suo è l'unico caso di architettura religiosa (che non vuoi dire ecclesiastica) del nostro secolo.
Non perché abbia costruito un santuario: la sua architettura è intrinsecamente religiosa, come lo è la pittura del Greco, che non è meno religiosa nei ritratti che nei quadri d'altare
. È religioso lo stile, non solo il contenuto dell'opera.

Allora la tecnica, la mitologia del secolo, è soltanto un mezzo; ma ciò non la limita, al contrario proprio perché non ha implicazioni ideologiche, la spinge ad esibizioni sempre più audaci.
Non deve forse rendere visibile il «miracolo» dell'ispirazione divina?

Un'arte religiosa non è rappresentazione del divino, ma atto di devozione: quindi è ornato, immagine.
L'architettura laica si occupa delle cose, sia pure cercando di fare in modo che la cosa rifletta la propria ragion d'essere; un'architettura religiosa è un'architettura di pura immagine, così come un cantico non è un discorso sensato e coerente, ma un impetuoso, crescente ritmo di suoni.
Per questa via Gaudi è arrivato a fare un'architettura pienamente visiva, la cui vera struttura è la struttura dell'immagine; e poiché la materia dell'immagine è il colore, la materia della sua costruzione è il colore, soltanto il colore; il resto, cemento o mattoni o ferro che sia, è soltanto la materia del supporto.
 Questa totalità di esplicitazione visiva, questa ricerca del contnuto intrinseco delle forme e non di forme che si adattino ad un contenuto dato, questa costruttività dell'immagine, infine, sono i motivi dell'importanza storica di Gaudi. Anche se, come mistico, Gaudì ha fatto di tutto per rimanere fuori della storia.""""

Casa Milà 

di A.Gaudì

 

casa Milà  o meglio ancora Pedrera (cava di pietra) è l'ultimo progetto "civile" che Gaudi costruisce a Barcelona, sicuramente la piu' grande come spazio e volume delle sue case ed  anche quella che ci racconta tutto il modo di essere di Gaudi, è una sintesi delle "sue forme"

è una casa  senza  simmetria: le proiezioni orizzontali dei singoli piani si differenziano l’una dall’altra, questa  strutturazione dello spazio,  Gaudì riesce ad ottenerla solo grazie alla rinuncia dell’uso di muri portanti: tutto poggia su una molteplicità di pilastri e travi
armoniosa e molteplice la facciata a cui  corrispondono gli interni, non vi si trovano linee rette e tutto sembra essere modellato in modo plastico, accentuato soprattutto dalle convessità e dalle inarcature che generano effetti chiaroscurali incredibili, numerosi e vari i cami sul tetto si affollano insieme alle uscite delle trombe delle scale
 è costruita su un lotto angolare, la facciata segue il profilo delle strade diventando arrotondata un po’ ispirandosi anche a una grande torre

nnovazione importante furono i due cortili interni non più rettangolari, ma ovali con le pareti che mano a mano verso l’altro si allargano per cercare di raccogliere quanta piu'  luce possibile  per i piani bassi dell’edificio



 

 

 chicca
- continua


postato da: chiccama alle ore 19:41 | link | commenti (9)
categorie: cultura, architettura, arte, gaudì, modernismo spagnolo


Passeig de Gràcia , la via dei miracoli ...


Gaudi e  il l Modernismo spagnolo

nel  racconto di una strada di Barcelona

Passeig de Gràcia

la via dei miracoli




In El Eisxample, quartiere residenziale e area centrale di Barcelona
 formato da una configurazione di strade come una griglia con intresecazioni a sagoma di diamante, si trova questa incredibile strada,  in poche ceninia di metri sono racchiuse le piu' affascinanti  "architetture" del primo novecento o modernismo
Nella zona chiamata  "Mançana de la Discòrdia" mela della discordia ,
si trovano tre "case" di tre architetti che hanno usato tre stili completamente diversi  per rappresentare l'arte del primo novecento....
Al n° 35: "Casa Lleó Morera" di Lluís Domènech i Montaner
Al n° 41 : " Casa Amatller" di  Puig i Cadafalch
Al n° 43 : " Casa Batlló  di Antoni GAUDÍ
e appena piu' avanti nell'incrocio a diamante tra Passeig de Gràcia e Carrer de Provença , troviamo "Casa Milà" di Antoni Gaudì

CASA MORERA
(Lluís Domènech i Montaner)

 
 



tutte queste  case sono ristrutturazioni di edifici pre- esistenti, ma che hanno completamente modificato l'impianto base e a volte anche il numero dei piani con strutture aggiunte.
In particolare Casa Morera ha subito anche "rimodellazioni "  recenti sulle facciate e nel 1943 sono state tolte alcune sculture e rimodellato il mezzanino
Di particolare interesse sono le finestre e la torre,
sembrano fini ricami di pizzi antichi

Casa Antoni Amatller 

di Josep Puig i Cadafalch


Puig i Cadafalch  ha disegnato la facciata, gli interni e il foyer, lo scultore Eusebi Arnau ha creato alcuni pezzi come S.Giorgio e il drago (Patrono della Catalogna).

La facciata è ornata da sculture decorative di "arte lapidaria", ornamenti in ferro e anche "mattoni" che ricordano intagli di provenenza gotica.. il tetto ha una linea dritta, tipica del diciassettesimo secolo olandese

Casa Josep Batlló 

di A.Gaudì

 


 
Gaudì disegnò la facciata, aggiunse un piano, e modificò completamente gli interni
La prima cosa che si nota a livello della strada sono i Pilastri "possenti"
che assomigliano a piedi di elefante
Il tetto invece farebbe pensare ad un altro animale altrettanto possente
un enorme dinosauro o quanto meno alla sua spina dorsale
Fra questi due "possenti animali" si estende la facciata
costruita con tanti piccoli balconi ondulati  che sembrano conficcarsi nella casa come i nidi di uccello sulle rocce
La facciata è cosparsa di scaglie e "rotondi" di vari colori
che farebbero pensare a scaglie di pesce
Non ci sono angoli, i muri sono arrotondati e sembrano lisci come la pelle di serpenti marini
Molte sono le simbologie legate alla facciata, appena terminata fu chiamata "La Casa de los Ossos" per le sue colonne di pietra curvilinee che potevano assomigliare ad ossa.
Alcuni hanno paragonato i piccoli balconi a maschere

alla prossima con tutto A, Gaudi'


chicca
postato da: chiccama alle ore 00:01 | link | commenti (8)
categorie: cultura, architettura, arte, barcelona, passeig de gràcia

domenica, 01 giugno 2008


Laszlo Moholy-Nagy, un uomo "multiforme"


 

 

Non colui che ignora l'alfabeto, bensì colui che ignora la fotografia sarà l'analfabeta del futuro”

così diceva 

 Laszlo Moholy-Nagy

(1895-1946)  

 uomo dai molteplici interessi che hanno investito diversi mondi, la pittura, l'architettura, la fotografia, la scebografia, il cinema e in essi si è calato raccontando quella che era la sua perticolare idea di arte, possiamo infatti anche considerarlo un teorico alla continau ricerca di

"una nuova defini­zione sociale del ruolo dell'artista in un mondo ed in un tempo caratterizzati
dall'egemonia degli apparati tecnico-industriali e dalla conseguente trasformazione di tutta la rete delle relazioni socioculturali" (G.C. Argan, in G. Rondolino, Laszlo Moholy-Nagy: Pittura Fotografia Film, Torino, Martano, 1975.)

Laszlò Moholy-Nagy , direttore del niovo Bauhaus quando questo venne trasferito a Chicago nel 1937, ha capito forse prima di altri che nel  processo di trasformazione  tar il lavoro artigianale e quello industriale  è senza dubbio implicata anche l'arte, sia coi suoi valori, sia con le sue funzioni

"questa trasformazione richiede che l'artista sia capace di instaurare un'intesa,  un rapporto organico con la struttura produttiva (il che significa, in chiave marxiana, con la Storia), che implica per un verso la conoscenza  delle tecniche moderne, dall'altro la consapevolezza che la produzione artistica non può più avvenire ad un livello semplicemente manuale-fabrile,  ma richiede bensì un potente apporto ideativo-progettuale che subordina il suo compimento estetico alla messa in esercizio di quelle tecniche moderne
di cui l’artista-progettatore deve saper disporre." (di Alessandro Tempi )

nel progetto  teorico di Moholy-Nagy l'arte si va trasformando da "mistero romantico" in "chiarezza storica", cioè fa una parte  la capacità di equiparare se stessa ai processi storici in atto, dall'altra la  necessità di riportare la consapevo­lezza artistica  agli ambiti strutturali di tali processi ed è sicuramente   all'interno di questa seconda "parte"  che si configura lo spazio possibile   per formulare una nuova estetica

la vita e il resto su di lui lo trovate su wikipedia qui: László Moholy-Nagy

chicca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: chiccama alle ore 18:30 | link | commenti (5)
categorie: architettura, arte, fotografia, disegni, pittura, tele, pittori, laszlo moholy-nagy

mercoledì, 07 maggio 2008


andar per castelli in Giordania (sesta parte)


 

  

 continua il racconto intorno ai Castelli del Deserto in Giordania, cioè i Castelli  degli Omayyadi

i post dedicato all'argomento con le note introduttive si trovano qui:

andar per Castelli in Giordania (1)

andar per Castelli in Giordania (2)

andar per Castelli in Giordania (3)

andar per castelli in Giordania (4)

andar per castelli in Giordania (5)

 Castello di Al - Tuba 

 non è particolarmente bello, e neppure molto frequentato, facile da raggiungere è molto difficile trovarlo sui libri delle guide....

nel Wadi Ghadaf appena a 100 chilometri a sud-est di Amman, rimangono i resti del Castello Al-Tuba , la cui costruzione è possibile datarla nell'ottavo secolo sotto Al-Walid II di U, ma non è mai stato completato
Misura circa 140 x 72 metri e consiste in due strutture dello stesso formato
un cancello collega queste due costruzioni attraverso un passaggio, i loro pavimenti sono identici
Ciascuno fiancheggiato da due piccole , stanze quadrate che sporgono, le entrate principali sono situate al centro della facciata a nord di ogni recinzione
un totale di quattordici torrette semicircolari a intervalli uguali sostiene l'esterno della pietra della struttura, compreso quattro agli angoli esterni e due agli angoli uniti delle costruzioni
aull'entrare, un lungo corridoio si apre circondato da stanze
come decorazione, (disegno e materiale), Al-Tuba rievoca quella di Al-Mshatta , è accertato che sono stati costruiti allo stesso periodo
entrambi i palazzi si caratterizzano per i mattoni esterni ed interni
il palazzo è lasciato a se stesso, e per ora non ci sono possibilità che venga fatta alcuna opera di bonifica, ed è un peccato, perchè potrebbe portare turismo in una zona che ne ha veramente bisogno... 

P.S i castelli degli Omayyadi, sarebbero finiti, ne manca uno che tuttavia è molto malmesso e io ne ho foto non con la digitale, se riesco ne faccio altre quando ritorno in Giordania e le aggiungo
aprirò ora un post su Castelli dei Crociati sempre in Giordania
ma prima vi parlerò del Castello di Ajloun che è un caso a sè!!
 

chicca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: chiccama alle ore 10:06 | link | commenti (14)
categorie: architettura, arte, giordania, castelli

sabato, 01 dicembre 2007


EL CAPRICHO de Comillas (Gaudí)


 

EL CAPRICHO de Comillas


Progettato da  Antoni Gaudí e stato costruito nell'anno 1883 sotto  la direzione dell'architetto Cascante Colom seguendo i piani di Gaudí.
L'incarico del progetto fu dato ad Antoni Gaudí  da  Massimo Díaz di Quijano che desiderava avere una casa di villeggiatura di fianco al palazzo di Sobrellano nella cittadina di Comillas
La casa è il progetto di un giovane Gaudí che ancora non aveva adottato un stile architettonico definitivo all'interno del Modernismo, ma che mostra qui, con la sua fantasia,  combinata con una visione contemporanea dell'architettura e  con l'adozione di elementi storici , i prodromi di quello che sarà il suo stile futuro
Il design dell'edificio si realizza  in un pianterreno allungato sucui si costruiscono due piani ed un seminterrato in cui si trovavano il garage ed i servizi - (attualmente un negozio di vendita di articoli "gaudinistas").

Sopra  le  quattro colonne dell'entrata si erige un'originalísima torre  che rompe deliberatamente l'unità dell'edificio.
La facciata è costruita con mattoni a  vista "fioriti" con strisce di ceramica decorata. Anche il ferro battuto è presente, specialmente nelle ringhiere delle terrazze e dei balconi, particolarmente  brillante è la ringhiera della terrazza nella parte che circonda la torre

 

 

 

 

 

 

 

adesso è diventato un bellissimo ristorante

molto caro indubbiamente, ma merita anche soltanto per poter provare l'emozione di mangiare fra mura così  particolari...

chicca

 

 

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categorie: architettura, gaudì

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