lunedì, 08 giugno 2009


dolore senza occhi


ho ritenuto opportuno riportare  a galla questo post, dopo che ancora una volta anche in Afghanistan donne e bambini vengono uccisi e queste morti catalogate come "effetti collaterali!!


 

dolore senza occhi

a specchio d'acqua 


vivido riflesso

alla mia arsura


mordo il silenzio

e socchiudo la porta.


chicca

postato da: chiccama alle ore 12:20 | link | commenti (12)
categorie: poesia, irak, afghanistan, guerra

martedì, 31 marzo 2009


donna accucciate ( o delle donne afghane!!)


donna accucciata
nel disamore di sempre,
nella inutile speranza
di un giorno chiaro
memoria di una primavera
vissuta negli occhi
di un bimbo allattato al seno

vola il desiderio
oltrepassando il limitare
del cielo e del mare

tocca con dita leggere
la linea sfuggente
di un improbabile approdo

mescolando passione
e ritrosia, dolore
e paura, sorrisi e frustate
di un cuore sfilacciato e stanco.

(a tornare saltellando
sulla spiaggia dell'alba
ancora vorrei)


chicca



come volevasi dimostrare e come ho scritto da sempre la guerra in

Afghanistan non è servita a nulla,

la condizione della donna è sempre quella, l'occidente  ha fatto soltanto uno scambio di poteri trai i Taliban e i Signori della guerra che sono forse ancora peggio!

LE GUERRE NON HANNO MAI ESPORTATO DEMOCRAZIA!!!


da Repubblica di oggi:

Kabul, tornano le leggi dei taliban Permesso lo stupro dei mariti

Karzai tenta così di avere dalla sua parte fondamentalisti islamici e sciiti filo-iraniani


Kabul, tornano le leggi dei taliban Permesso lo stupro dei mariti

Il presidente Hamid Karzai

KABUL - Malgrado l'intervento armato in Afghanistan, con l'Italia incaricata della ricostruzione del sistema giuridico del paese, il governo afgano ha recentemente votato una legge (ancora non pubblicata) che rappresenta un duro colpo ai diritti delle donne afgane. Secondo fonti delle Nazioni Unite, la nuova legge legalizza lo stupro del marito nei confronti della moglie, obbliga le donne a "concedersi" al marito senza opporre resistenza, vieta loro di uscire di casa, di cercare lavoro o anche di andare dal dottore senza il permesso del consorte e affida la custodia dei figli esclusivamente ai padri e ai nonni.

Insomma, rispetto al passato, poco o nulla sembra cambiare per le donne afgane. La mossa del governo rappresenta, secondo alcuni parlamentari contrari e molti gruppi umanitari, il tentativo del presidente Hamid Karzai di incassare il sostengo dei fondamentalisti islamici, in vista delle elezioni presidenziali di agosto. Secondo il quotidiano britannico Independent, il provvedimento di legge è frutto delle pressioni esercitate dall'Iran, che mantiene uno stretto legame con la minoranza sciita afgana.

"E' una delle peggiori leggi mai votate dal Parlamento in tutto il secolo" ha tuonato Shinkai Karokhail, deputata afgana impegnata a battersi contro la legge: "è totalmente sfavorevole alle donne e renderà loro ancora più vulnerabili".

La Costituzione afgana permette agli sciiti, che rappresentano circa il 10 per cento della popolazione, di avere una legge sulla famiglia basata sulla giurisprudenza sciita tradizionale. Ma al tempo stesso sia la Costituzione che vari trattati internazionali firmati dall'Afghanistan, garantiscono pari diritti alle donne.
postato da: chiccama alle ore 14:23 | link | commenti (13)
categorie: pensieri, notizie, afghanistan, dolore, emozioni, note su

mercoledì, 20 agosto 2008


Le donne prigioniere a Kabul di Suzanne Plunkett


 

Suzanne Plunkett, fotogiornalista dell'Associated Press, New York  è diventata famosa l'11 settembre  durante all'attacco alle torri gemelle perchè trovandosi lì per caso con la macchina fotografica fu la prima ad immortale quel terribile fatto

ma lei era da tempo sempre molto attenta a quanto avveniva nel mondo e questa serie di foto scattate nella prigione femminile di Kabul (Afghanistan), sono una testimonianza rara e fuori dagli schemi di un mondo femminile
dove nulla è mutato, anzi in prigione ci sono sempre le stesse donne e i loro figli

una realtà cruda e dura da digerire,  ma la condizione della donna non si aiuta esportando la democrazia,

perchè alla fine ...sempre quella è... sempre quella rimane..

chicca
ch

 

 

© Suzanne Plunkett, The Associated Press, New York

Una donna di nome Zarghona  e suo figlio Balal di
sette mesi  guardano fuori dalla finestra della loro cellanella Prigione femminile di Kabul

da:




La prigioniera Shekaba fuma una sigaretta prima di alimentare la figlia di un mese.



La sorella di Zarghona, la testa a sinistra, le dà una sciarpa nuova durante una visita.




Dormendo accanto a Fahima, 13 anni che in braccio ha il bimbo della sua compagna di cella, Sooniya e Zohra S
ooniya e Zohra.


Fahima scopa lo sporco cortile della Prigione femminile di Kabul




Parlare con un visitatore è difficile per Fauziya, a sinistra, con la guarda Gulalai che la controlla.



Zakiyah a sinistra, fuma mentre lei e Shekaba si scaldano da una stufetta elettrica.



Shekaba a sinistra da da mangiare alla figlia Runiya, accanto a lei un' amica, la prigioniera Khairiya.



Durante una conversazione con altre donne prigioniere, Sharifa, al centro tiene in braccio la figlia
Kareshma di due mesi.



Delle guardie della prigione femminile se ne vanno alla fine del loro turno... sempre con il burka!!
!
postato da: chiccama alle ore 15:29 | link | commenti (9)
categorie: donne, foto, fotografia, afghanistan, kabul, suzanne plunket

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