giovedì, 04 settembre 2008


Nonna Colomba : Vola colomba bianca vola


Vola Colomba bianca vola
- Nonna, ma sempre quella canti?
- Chicca è la mia canzone, volare è il mio sogno, quando prendi il tuo primo stpendio mi regali un volo?
- Costa molto un "volo"?
- Se lo fai in aereo tanto, se lo fai col pensiero nulla e puoi sempre cambiare destinazione, anche all'ultimo momento.
ho volato con nonna, spesso, sia fisicamente (dopo il mio primo stipendio) sia con l'anima, ho volato attraverso le sue carezze, i suoi sguardi, i suoi rimproveri, e sue inaspettate attenzioni, le sue incredibili meraviglie, di donna, di madre, così diversa da mia madre.
la musica racchiudeva ogni suo momento, canzoni popolari, nel nostro dialetto, canzoni d'amore, Rabagliati
e il suo muoversi leggera, un giunco benché  carico d'anni, i suoi gesti preziosi, delicati, ma anche ruvidi e i baci con lo  schiocco sulle guanciotte di noi bambini.
la mela quotidiana, sbucciata senza far troppo scarto, con sopra un po' di zucchero o caramellata e infilata in uno stuzzicadenti, che si spezzava sempre,  troppo pesante per reggere il peso.
le mie scarpette  di vernice nera col cinturino, pulite quotidianamente, lucide da togliere la vista, il nastro di raso rosso per le trecce
- Ti sta bene il rosso chicca, mi piacerebbe vederti quando ti metterai un rossetto color corallo sulle labbra.

la domenica mattina
le sei e già i suoi passetti leggeri riempiono la casa, si muove silenziosa e veloce per il pranzo della domenica, i tortelli d'erbetta, l'arrosto di vitello, i "cornetti" (fagiolini) lessi, la torta di tagliatelle.
e poi i passi di mia madre...
- Ma devi sempre alzarti così presto? va a finire che svegli tutti!!
per dir la verità "tutti" si sono svegliati solo alle sue parole dette con toni alti e di rimprovero, forse sensi di colpa per quella madre presente, senza farsi mai notare.
il circo!!! la sua passione, gli acrobati, i funamboli, la ballerina sul filo, la sua gioia infantile, il suo battere le mani frenetico, alzandosi sulle punte dei piedi e la paura dei leoni manifestata dalle mani davanti agli occhi, che lasciavano però uno spazio per vedere quando la paura sarebbe potuta passare.
***il suo vestito di seta blu coi fiori dipinti a mano, la gonna ampia svasata che faceva  la "ruota", il mio sogno di bimba avere un vestito così, per fare tante ruote, fino a quando la testa gira, gira e si cade spossati, ma felici e chiudendo gli occhi si vede il  mondo danzare intorno a noi.
il suo profumo di lavanda messo in ogni luogo lo sento ancora è il profumo della "ricordanza".

l'ultimo pezzo come era scritto tutto in francese....

***Sa robe de soie bleue décorée de fleurs peintes à la main ou la jupe ample évasée qui faisait la roue, un de mes rêves d'enfant était de porter un tel vêtement,  pour faire beaucoup de roues jusqu'à ce que la tête tourne, tourne et l'on tombe épuisé, mais content , en fermant les yeux, on voit le monde danser autour de nous

Son parfum de lavande flottant partout  je le sens encore c'est le parfum de la souvenance."  Chicca

postato da: chiccama alle ore 17:46 | link | commenti (16)
categorie: racconti, ricordi, affetti, nonna, colomba

lunedì, 01 settembre 2008


accarezzare



accarezzare
che verbo terribile, magnifico, dirompente e...

ho ricevute molte carezze nell'infanzia,
carezze  dell'anima,
carezze fisiche con le mani,
carezze totali con gli occhi
ho fatto molte carezze a mio padre, alla nonna, ai miei fartelli
meno a mia madre, era diffcile accarezzarla, si ritraeva come un riccio, solo da mio padre le ha sempre accettate
oserei dire che viveva per quelle carezze e oggi, pensando a questo verbo mi ha presa una grande nostalgia
avrei dovuto insistere nel farle carezze, avrei dovuto capire che nel suo mondo familiare le carezze erano segno di debolezza
ma  ho capito dopo, dopo, ora che non posso accarezzare  il suo splendido viso
ho sofferto molto  fino ai 15/16 anni di questa impossibilità di comunicazione fisica con mia madre, ma c'erano le carezze di mio  padre e della nonna Colomba a supplire a  far dimenticare
mia madre si è addormentata fra le mie braccia in un lungo pomeriggio di inizio autunno e il suo ultimo gesto è stato una carezza  alla mia mano appoggiata sul suo braccio
ancora ne sento la dolcezza, il profumo, l'intesità, la presenza e la nostalgia sottile per non aver osato infrangere una maschera, una abitudine
è il regalo piu' grande che mi abbia fatto

accarezzo spesso mia figlia, quando siamo insieme,
a volte si scosta -"ma non ho mica 10 anni!!"-  a volta si avviluppa in esse e si fa coccolare all'infinito e vuole sapere, vuole sentire di quantol'ho desiderata
di  quanto l'ho amata da subito, di quanto la ami ora
voglio dare a mia figlia tutte le carezze del mondo

chicca
postato da: chiccama alle ore 00:04 | link | commenti (33)
categorie: emozioni, affetti, carezze

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