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continua il racconto intorno ai Castelli del Deserto in Giordania, cioè i Castelli degli Omayyadi
i post dedicato all'argomento con le note introduttive si trovano qui:
andar per Castelli in Giordania (1)
andar per Castelli in Giordania (2)
andar per Castelli in Giordania (3)
andar per castelli in Giordania (4)
Castello di Al - Mushatta
è molto vicino all’aeroporto internazionale Queen Alia e si trova a circa 35 chilometri da Amman
con i suoi 144 metri di lunghezza per ciascuno dei suoi lati, Qasr al-Mushatta è il più vasto palazzo omayyade della Giordania
il complesso, che comprende una sala delle udienze, una sala del trono, una piccola moschea e la zona abitativa, non fu mai completato e alcune parti vennero distrutte da disastri naturali come terremoti
le mura esterne, spesse 1,7 metri, sono tuttora alte dai 3 ai 5,50 metri, unaconsistente sezione della facciata sud, con le sue meravigliose ed elaborate incisioni a rilievo, fu portata a Berlino nella prima metà del Novecento, fortunatamente, le vestigia rimaste sul posto testimoniano ancora l’originario splendore di questo maestoso monumento
mentre i corsi inferiori delle mura sono di pietra, le parti superiori, le mura internee il tetto a volta sono realizzate in mattoni cotti, le mura esterne sono interrotte da 21 torri semicircolari e quattro torri angolari a sezione quasi circolare
le enormi torri angolari hanno un diametro di 7 metri, mentre quelle semicircolari sono leggermente più piccole (5,25 metri di diametro) sebbene facciano pensare a un palazzo fortificato, le torri non furono concepite a scopo difensivo poiché quattro di esse servivano da latrine e le altre erano piene
il complesso è diviso in tre sezioni orientate lungo un asse nord-sud, la costruzione sui due lati non fu mai iniziata, ma la sezione centrale fu in parte completata, questa porzione è ulteriormente divisa in tre aree con un cortile centrale, una sezione meridionale e una settentrionale, ciascuna di queste sezioni è poi ripartita in tre unità più piccole, alcune delle quali nuovamente suddivise in tre unità.
la parte meridionale comprende la zona abitativa e una moschea, identificata come tale grazie alla nicchia orientata in direzione della Mecca, la sezione settentrionale finisce con una sala del trono disposta in maniera assiale, la stanza triabsidata è preceduta da una sala a forma di basilica con un ingresso a tripla arcata
il progetto, i metodi di costruzione e i dettagli architettonici della struttura mostrano una combinazione di influenze bizantine e sasanidi-persiane, l’uso della pietra nelle mura esterne è un elemento comune nell’architettura bizantina, mentre l’uso di mattoni per le mura interne e le volte è una caratteristica sasanidi (i Sasanidi o Sassanidi furono l'ultima dinastia indigena a governare la Persia prima della conquista islamica)
questa doppia influenza risulta evidente anche nella decorazione della facciata sud (quella giacente al museo di berlino).
per le sue notevoli dimensioni, il palazzo si distingue dagli altri complessi omayyadi, notevolmente più ridotti, apparentemente concepito per ospitare un gran numero di persone, forse l’intera corte omayyade, fu anche destinato alla celebrazione di cerimonie grandiose, come dimostra l’incorporazione della sala del trono e di quella a forma di basilica
secondo diversi studiosi, il committente di al-Mushatta sarebbe stato il califfo omayyade Al-Walîd II, benché non esistano prove a sostegno di questa teoria, è opportuno ricordare che nel suo breve regno durato meno di un anno, dal 125/743 al 126/744, Al-Walîd II si era già distinto come un mecenate prolifico
chicca
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