lunedì, 08 giugno 2009


LETTERE DA RAMALLAH


RIPROPONGO QUESTE  LETTRE PERCHE' LA SITUAZIONE DEL POPOLO PALESTINE, NONOSTANTE QUELLE CHE SEMBRANO BELLE PAROLE, è ORMAI ALLO STREMO,

DOMANI NE PUBBLICHERO' ALTRE

LETTERE DA RAMALLAH

ho deciso di postare queste lettere che sono del 2002 , arrivate nel 2003 per posta, un anno dopo esatto, da una mia cara amica Anin (non ha il computer) dalla zona di Rammallah
era il periodo in cui l'Esercito Israeliano stava assediando Ramallah e molti altri campi profughi palestinesi,
non sono lettere particolari, non hanno niente di speciale, sono solo il racconto scarno di un quotidiano vissuto sotto tiro come adesso sta ricapitando, e per questo le pubblico
di mio c'è soltanto la traduzione che ho cercato di mantenere il piu' possibile vicino all'originale anche a costo di perdere di "effetto"...


chicca

""...Cosa ti dico!!
La parola è  impotente a spiegare cosa è successo: posso spiegarti  il sangue?
Il sangue non si spiega se non con lo stesso sangue.
Come posso raccontarti la morte?
E la more urla annunciandosi da sola   nella mia terza città dopo Amman e Beyrut e il nostro assedio che  ci chiude..
Cosa devo dirti?
Noi non riusciamo a dormire dalla violenza dei bombardamenti,  i nostri occhi  si chiudono soltanto quando presi dalla stanchezza.
Non abbiamo né acqua  né luce e facciamo economia  sul gas almeno così prepariamo il nostro caffè e fumiamo qualche sigaretta.
Ti spiego la scena intorno alla mia casa il primo giorno. Tu sai che abito nel quartiere  al Birah , sotto il municipio e la moschea e dietro il centro dell’arte popolare e a fianco del  Palazzo Al B.
 Sono stata  svegliata alle 5 del mattino di venerdì da un  rumore assordante,  ho guardato dalla parte destra della mia casa e ho visto due carri armati,  è stata un sorpresa e ho guardato dall’altra parte sotto il palazzo di al B e ho visto  una fila di carri armati a una distanza di 50 metri. Mi sono meravigliata che Sharon fosse  arrivato a questo punto dell’immobilismo e della paura del suo destino!!
Marciare  con questo numero impressionante di mezzi corazzati in una città piccola come Ramallah.!
Intorno alla mia casa che ha un perimetro di 100 metri ho visto a vista d’occhio soltanto circa 15 cari armati e un blindato. Mi ha scosso questa visione perché stavo bevendo il mio caffè quasi davanti a loro sul balcone.
A questo punto ho sentito degli spari e il rimbombo di mezzi  e di elicotteri non lontani. Mi hanno chiamato alcuni amici per sapere cosa sta succedendo e mi hanno riferito che piu’  di 70 carri armati e mezzi e centinaia di soldati circondano la residenza di Arafat.
In un primo momento ho avuto paura per la sua vita, poi un’altra chiamata mi ha messo in guardia di non uscire e di non avvicinarmi alle finestre perché decine di soldati hanno preso posizione vicino al palazzo di al P e usano i tetti per i cecchini perché sono i palazzi piu’ .
Non ci sono uffici dell’Autorità palestinesi nella nostra zona, soltanto una sede regionale di Al fatha che a sua volta è stata bombardata a settembre scorso e anche il ministero dell’ambiente che è collocato nella pare ovest del nostro palazzo, piu' il centro dell’informazione  e la sede della luna rossa palestinese (croce rossa).
Abbiamo cominciato a sentire che la corrente è mancata nella grande parte dei quartieri di Ramallah e abbiamo udito degli spari e bombardamenti nelle varie zone e violenti scontri mentre  facevano irruzione nei palazzi alti e  mettono gli abitanti dei palazzi senza badare al loro numero in un solo appartamento e poi vengono tagliate le linee telefoniche, requisiscono i celllulari, salgono sui pian alti e vanno sui tetti come cecchini. In piu  si appropriano di tutto quello che c’è negli appartamenti, mangiare, soldi,  elettrodomestici,
Ad un certo punto abbiamo sentito l’altoparlante che chiamava gli uomini tra i 15 e 50 anni  ad  arrendersi e se dai palazzi e condomini non fossero usciti avrebbero fatto irruzione sfondando le porte e molti soldati israeliani all’inizio avevano paura e quasi tremavano e noi donne cercavano di calmarli perché non  sparassero all’interno delle case e tutta note abbiamo temuto che facessero irruzione nella nostra casa per arrestare i giovani.
Ho chiesto a  mio figlio di prepararsi che se lo prendevano non lo trovassero in pigiama, ma vestito bene e prendesse con se qualche soldo e la medicina , a questo punto  ho visto mio figlio tremare e impaurito perché non è abituato a confrontarsi coi soldati e non  pronto ad agire in questa situazione era piccolino nell’assedio precedente.---"

postato da: chiccama alle ore 13:10 | link | commenti (19)
categorie: palestina, lettere, ramallah

Commenti
#1    30 Agosto 2007 - 08:18
 
Piacere mio.
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#2    30 Agosto 2007 - 09:05
 
guarda, leggendo questa lettera, mi è venuta una rabbia, perchè e l'ennessima testimonianza che Israele e tutto tranne che un paese democratico e civile, e insieme a esso metto anche stati uniti e inghilterra e Russia. perchè l'onu, il caro fantasmino onu, non si dà una svegliata? le sanzioni valgono solo per i più disastrati? onu, nato se ci siete battete un colpo....
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#3    30 Agosto 2007 - 11:19
 
grazie di questo racconto... i testimoni sono sempre importantissimi. un abbraccio
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#4    30 Agosto 2007 - 14:23
 
@LiberoIsraele è il mio paese, molto lontano da come ve lo propone la stampa italiana, molto selezionate le notizie, il pulman che è saltato per aria con un attentatore a 4 km da Tel aviv il 17 agosto tu lo hai sentito alla tv?no..perchè non ne hanno parlato..
il mio paese ha paura..la mia gente ha paura, ma della paura della mia gente non se ne parla..la mia gente non è SOLO l'esercito, dopo Rabin la nosta terra è diventato un campo minato e ci stiamo morendo tutti..
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#5    30 Agosto 2007 - 16:22
 
vedi TYTTY , io ero ad agosto a gerusalemme, insieme agli amici Israeliani di Gush Shalom , che sicuramente conosci, ero ospite di Uri Avnery, ed è vero Israele non è solo l'esercito è anche questo:
http://zope.gush-shalom.org/index_en.html
ciao
chicca
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#6    30 Agosto 2007 - 16:55
 
Queste testimonianze sono preziose, dovrebbero leggerle tutti. Fino a quando non ci si rende conto che le scelte dall'alto hanno ripercussioni sulla vita della gente e che quella gente potremmo un giorno e siamo stati noi, non capiamo la vera portata dei problemi e ci riempiamo di idee teoriche e astratte che sono funzionali solo a chi ha interesse che le cose continuino ad essere così. Una lettera simile l'aveva scritta Grossman che da tempo lotta perchè tra i due popoli ci sia finalmente pace. Grazie, Giulia
utente anonimo

#7    30 Agosto 2007 - 22:44
 
Noi non riusciamo a dormire dalla violenza dei bombardamenti, i nostri occhi si chiudono soltanto quando presi dalla stanchezza.

Poche cose sono atroci e stupide come la guerra :la guerra!
Chiccama,Buona notte!
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#8    30 Agosto 2007 - 22:51
 
Questa lettera ti fa sentire le crudeltà e le sofferenze della gente.
Credo che sia un desiderio di tutti gli esseri umani...
la pace nel mondo!
Buona notte!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente teatroinstabile

#9    31 Agosto 2007 - 00:29
 
ringrazio di cuore tutti voi che siete approdati a questo post, non facile per me, amo molto la terra di Palestina, ci ho passato molto tempo e ancora ce lo passo, ho amici palestinesi ed Israeliani che visito periodicamente, soltanto ad inizio agosto ero a gerusalemme, il mio cuore è dilaniato come quello di tutti coloro che davvero credono in una pace giusta e possibile.
grazie
chicca
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#10    31 Agosto 2007 - 00:34
 
"Cosa posso dirvi"?Cosa posso fare io piccola donna ?Mi sento davvero impotente!Posso solo pregare e sperare che l'uomo rinsavisca.
Ciao cara.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente tamango

#11    31 Agosto 2007 - 08:41
 
un abbraccione di buongiorno
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#12    31 Agosto 2007 - 09:18
 
E' per questo che le chiamano antinomie, matematicamente parlando sono proposizioni che risultano indimostrabili :-)
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#13    31 Agosto 2007 - 09:20
 
molto interessante
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#14    31 Agosto 2007 - 11:55
 
Buon giorno, Chicca,
Palestina ed Israele sono due nomi pieni di speranza e di sangue, pieni di ingiustizia e di crudeltà ma anche di immagini positive di "resistenza" e di del perseguimento di ideali meravigliosi, basta pensare ai libri di Grossman, basta pensare alle madri palestinesi e israeliane che pur avendo perduto propri figli a causa di questa guerra infinita, cercano comunque attraverso il perdono la via della pace!
Cosa dev'essere vivere in quei posti?
Impossibile credo da capire veramente se non lo si è mai vissuto.
Per noi, lontani nello spazio e nelle esperienze, per noi che comunque crediamo nei valori della pace, della giustizia e dell'umanità è un dolore, al fondo del nostro animo, presente, sino a quando non si troverà una soluzione.
Ciao
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ottobrenotte

#15    31 Agosto 2007 - 12:57
 
Certo...ma il punto è peroprio questo: non cosa vuoi, ma perchè lo vuoi
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#16    31 Agosto 2007 - 14:13
 
grazie a tutti e ricambio il buongiorno!!!
a presto!!!
chicca
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#17    31 Agosto 2007 - 14:44
 
Prego ;-)
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#18    31 Agosto 2007 - 15:21
 
E' vero che le parole paiono avere limiti invalicabili, certe volte.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Neplan

#19    09 Giugno 2009 - 21:32
 
Grazie per tutti questi post, Chicca.
Un bacio
:-)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente GinoDiCostanzo

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