donna accucciata
nel disamore di sempre,
nella inutile speranza
di un giorno chiaro
memoria di una primavera
vissuta negli occhi
di un bimbo allattato al seno
vola il desiderio
oltrepassando il limitare
del cielo e del mare
tocca con dita leggere
la linea sfuggente
di un improbabile approdo
mescolando passione
e ritrosia, dolore
e paura, sorrisi e frustate
di un cuore sfilacciato e stanco.
(a tornare saltellando
sulla spiaggia dell'alba
ancora vorrei)
chicca
come volevasi dimostrare e come ho scritto da sempre la guerra in
Afghanistan non è servita a nulla,
la condizione della donna è sempre quella, l'occidente ha fatto soltanto uno scambio di poteri trai i Taliban e i Signori della guerra che sono forse ancora peggio!
LE GUERRE NON HANNO MAI ESPORTATO DEMOCRAZIA!!!
da Repubblica di oggi:
Kabul, tornano le leggi dei taliban Permesso lo stupro dei mariti
Karzai tenta così di avere dalla sua parte fondamentalisti islamici e sciiti filo-iraniani
KABUL - Malgrado l'intervento armato in Afghanistan, con l'Italia incaricata della ricostruzione del sistema giuridico del paese, il governo afgano ha recentemente votato una legge (ancora non pubblicata) che rappresenta un duro colpo ai diritti delle donne afgane. Secondo fonti delle Nazioni Unite, la nuova legge legalizza lo stupro del marito nei confronti della moglie, obbliga le donne a "concedersi" al marito senza opporre resistenza, vieta loro di uscire di casa, di cercare lavoro o anche di andare dal dottore senza il permesso del consorte e affida la custodia dei figli esclusivamente ai padri e ai nonni.
Insomma, rispetto al passato, poco o nulla sembra cambiare per le donne afgane. La mossa del governo rappresenta, secondo alcuni parlamentari contrari e molti gruppi umanitari, il tentativo del presidente Hamid Karzai di incassare il sostengo dei fondamentalisti islamici, in vista delle elezioni presidenziali di agosto. Secondo il quotidiano britannico Independent, il provvedimento di legge è frutto delle pressioni esercitate dall'Iran, che mantiene uno stretto legame con la minoranza sciita afgana.
"E' una delle peggiori leggi mai votate dal Parlamento in tutto il secolo" ha tuonato Shinkai Karokhail, deputata afgana impegnata a battersi contro la legge: "è totalmente sfavorevole alle donne e renderà loro ancora più vulnerabili".
La Costituzione afgana permette agli sciiti, che rappresentano circa il 10 per cento della popolazione, di avere una legge sulla famiglia basata sulla giurisprudenza sciita tradizionale. Ma al tempo stesso sia la Costituzione che vari trattati internazionali firmati dall'Afghanistan, garantiscono pari diritti alle donne.