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Italia che strano paese, dove l’esclusione diventa inserimento e la discriminazione è positiva
mi son concessa il piacere di leggere la modifica apportata da parte della “lega" e accettata senza un’ombra di vegogna dal governo, in cui sotto le menite spoglie di classi “ponte” si fanno rimascere le vecchie classi differenziali (alle elementari) dove trovavano posto tutti e di piu’, sia chi aveva “problemi” fisici sia chi aveva “problemi” di “diversità”
e lo si fa nel modo piu’ becero che si potesse trovare:
“discriminazione temporanea positiva”
mi vien da chiedermi…chi deve andare in queste classi “speciali” chi ha scritto questo e il ministro che ha letto (si spera) e approvato un simile orrido esempio di lingua italiana o i bimbi che ancora la lingua italiana non conoscono?
chissà forse se chi ha scritto questo obbrobrio avesse avuto il grembiulino e il fiocco, beh allora il suo italiano sarebbe stato migliore!!
conosco poso la scuola italiana, venivo in italia a dare gli esami come privatista fino alla maturità classica , ma conosco la scuola americana e lì le classi “speciali” si sprecano , specialmente per gli ispanici e anche lì sulla carta sono temporanee e durano poi tutta la vita!!!
ultima cosa mi vien un po’ da ridere persino, per non piangere pensate ad una classe “speciale” dove ci siano due magrebini, tre cinesi, un portoghese e qualche slavo… e la maestra che parla italiano ( perchè immagino che non ci sarà un insegnate di madre lingua per gruppo linguistico!!), e questi bimbetti che non sanno l’ialiano… che lingua impareranno?
arabcinslavo?
paradosso?
ho paura di no
Domenica mi sono concesso un escursione bucolica nel casertano, per rimirare i bei panorami e per sentire il profumo dell'aria alla diossina, che contraddistingue queste terre. Mentre guardavo una mandria di bufale che pascolava serena in un prato di erba chimica, i miei occhi si sono soffermati a guardare l'orizzonte. Non ho potuto fare a meno di notare una grossa massa scura, lunga circa 560 Mt. e alta come un palazzo di cinque piani. Non poteva essere una collina, vista la natura pianeggiante dei luoghi, ma sicuramente doveva essere un manufatto di natura antropica. Spinto dalla mia curiosità da primate, ho deciso di svelare cosa fosse quella sagoma scura che ricordava un ciclope assopito.

Una volta avvicinatomi, sono rimasto affascinato nello scorgere una struttura piramidale a gradoni in perfetto stato conservativo. Il lato corto misura più di 300 Mt. e si presenta articolata in tre terrazze sovrapposte. La piramide di Sakkara è un piccolo tumulo a confronto di questo imponente e maestoso monumento.


Come si nota dal confronto fotografico, la struttura della piramide di Sakkara (a sinistra), è molto più banale e sotto dimensionata rispetto a la misteriosa opera architettonica (a destra). Quest'ultima presenta numerose scalinate che permettono di accedere ai tre livelli e una decorazione floreale costituita da alberi che impreziosiscono le terrazze della struttura.

Ho notato che alla destra del grande mausoleo, si staglia un corpo, evidentemente non ancora ultimato, costruito con la tecnica del opus derelictaes anche esso di dimensioni imponenti, ma ancora allo stato grezzo. Questo ci permette di capire cosa è stato utilizzato per edificare le strutture. Non si tratta del solito tufo giallo, ne del pappamonte. Non è neanche travertino o granito, ne roccia calcarea, ma da una prima analisi, sembra essere un materiale endemico molto diffuso, che giustifica l'edificazione di tali enormi e magnifiche costruzioni. Il materiale nello specifico viene chiamato in loco munnezz, in latino si può definire res derelictaes.
Non vi nascondo che ho pianto lungamente, commosso dinanzi a tale beltà.


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