domenica, 30 marzo 2008


layout e significato (forse)


quando il layout può servire e diventare esso stesso significato...

esperimento su suggerimento di una amica...

mi son divertita assai..

dissonanze di intendere

immobili
..............strade
........................sopraelevate,

curve,
...................svincoli,
...........................................incroci,

disarmonie

................d
................i
................l
..................i
....................n
......................e
........................
e

disarmonie

........................d
.......................i
.....................s
...................u
.................o
.................n
..................i

dissonanze di intendere.

chicca

postato da: chiccama alle ore 15:49 | link | commenti (36)
categorie: poesia, layout, significato

venerdì, 28 marzo 2008


SARNATARO FOR PRESIDENT


un  giorno San Gennaro FECE IL MIRACOLO  e vide lui

sìì proprio lui il

COMMISSARIO SARNATARO

di lui dicono sia nato dalla penna (tastierata) di Melpunk66 ma non è vero, lui è nato dopo un miracolo di San Gennaro!!!!  perchè lui un

MIRACOLO E'

 MA DOVE SI TROVA LUI?

si trova , si trova per le vie di Napoli, assieme a Donnarumma, eccolo eccolo...

basta clikkare  qui

SARNATARO

 

postato da: chiccama alle ore 16:23 | link | commenti (28)
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giovedì, 27 marzo 2008


le donne hanno cappotti pesanti


 

le donne hanno cappotti pesanti
come i loro pensieri

si guardano nello specchio
un foglio di vetro riflettente
all'interno di una cornice di legno di noce
agitano le mani a scacciare un ricciolo
sulla fronte, a colorare di rosso
pallide labbra, a rigare di nero
occhi verdi, azzurri nocciola

domani dimentiche del viso di ieri
ripeteranno il ricordo dei gesti allo specchio

le donne hanno scaffali d'avorio
con mucchi di carte, fogli bianchi
da scrivere e lettere d'amore
consumate, da ricordare

le donne hanno bisogno di un fantasma
per controllare i loro abiti mondani
quelli delle partenze da un lato
quelli degli arrivi dall'altro

i fantasmi sono onesti, silenziosi
spalmano le pareti di anima
ombre senza testa, uccelli erranti
non occupano spazio e tempo

le donne mettono la carta
sotto il pollo fritto
per conservare puliti i piatti

le donne tolgono la chiave
alla loro tastiera, e spostano il mouse
sopra la loro pelle ferita
dai pixels erranti dell'ultimo amante.

chicca

postato da: chiccama alle ore 08:56 | link | commenti (35)
categorie: poesia, emozioni

mercoledì, 26 marzo 2008


nostalgie..


a volte mi capita di aver nostalgia di alcuni "paciughi" che ho fatto in passato magari anche tanto tempo fa , ma siccome son molto disordinata e poco attenta ai miei lavori per diletto, non so mai dove li ficco e quando ne trovo in giro alcuni li espongo!! ehehehe

oggi  notte insonne, a volte mi capita, quindi vi sorbirete dei "paciughi"!!!!

 

 

 

 

 

 

postato da: chiccama alle ore 01:27 | link | commenti (20)
categorie:

martedì, 25 marzo 2008


I was a rich man's plaything


questa opera intitolata appunto

 I was a rich man's plaything

viene spesso considerata la prima vera opera della   POP ART e l'autore è  Edoardo Paolozzi, noto soprattutto cone scultore, nato  a Leith (al Nord di Edimburgo) da genitori emiganti di origine italiana

studia arte ad Edimburgo, poi a Londra e infine come spesso accade vola a Prigi, dove incontra Giacometti  e il surrealismo,  molto stimato anche come "professore" insegna in molte parti del mondo e anche a Berkeley alla fine degli anni sessanta e proprio lì io ne  ho scovato tracce

amico di Richard Hamilton, col quale ha fondato il gruppo ICA

molto famoso il suo Newton (dopo William Blake) all'esterno della  British Library.

venne insignito dalla Regina del titolo di SIR

chicca

 

postato da: chiccama alle ore 09:54 | link | commenti (15)
categorie: pittura, pittori, pop art, eduardo paolozzi

lunedì, 24 marzo 2008


andar per castelli in Giordania (quinta parte)


 

  

 continua il racconto intorno ai Castelli del Deserto in Giordania, cioè i Castelli  degli Omayyadi

i post dedicato all'argomento con le note introduttive si trovano qui:

andar per Castelli in Giordania (1)

andar per Castelli in Giordania (2)

andar per Castelli in Giordania (3)

andar per castelli in Giordania (4)

 Castello di Al - Mushatta 

è molto vicino all’aeroporto internazionale Queen Alia e si trova a circa 35 chilometri da Amman
con i suoi 144 metri di lunghezza per ciascuno dei suoi lati, Qasr al-Mushatta è il più vasto palazzo omayyade della Giordania
il complesso, che comprende una sala delle udienze, una sala del trono, una piccola moschea e la zona abitativa, non fu mai completato e alcune parti vennero distrutte da disastri naturali come terremoti
le mura esterne, spesse 1,7 metri, sono tuttora alte dai 3 ai 5,50 metri, unaconsistente sezione della facciata sud, con le sue meravigliose ed elaborate incisioni a rilievo, fu portata a Berlino nella prima metà del Novecento, fortunatamente, le vestigia rimaste sul posto testimoniano ancora l’originario splendore di questo maestoso monumento
mentre i corsi inferiori delle mura sono di pietra, le parti superiori, le mura internee il tetto a volta sono realizzate in mattoni cotti, le mura esterne sono interrotte da 21 torri semicircolari e quattro torri angolari a sezione quasi circolare
le enormi torri angolari hanno un diametro di 7 metri, mentre quelle semicircolari sono leggermente più piccole (5,25 metri di diametro) sebbene facciano pensare a un palazzo fortificato, le torri non furono concepite a scopo difensivo poiché quattro di esse servivano da latrine e le altre erano piene
il complesso è diviso in tre sezioni orientate lungo un asse nord-sud, la costruzione sui due lati non fu mai iniziata, ma la sezione centrale fu in parte completata, questa porzione è ulteriormente divisa in tre aree con un cortile centrale, una sezione meridionale e una settentrionale, ciascuna di queste sezioni è poi ripartita in tre unità più piccole, alcune delle quali nuovamente suddivise in tre unità.
la parte meridionale comprende la zona abitativa e una moschea, identificata come tale grazie alla nicchia orientata in direzione della Mecca, la sezione settentrionale finisce con una sala del trono disposta in maniera assiale, la stanza triabsidata è preceduta da una sala a forma di basilica con un ingresso a tripla arcata
il progetto, i metodi di costruzione e i dettagli architettonici della struttura mostrano una combinazione di influenze bizantine e sasanidi-persiane, l’uso della pietra nelle mura esterne è un elemento comune nell’architettura bizantina, mentre l’uso di mattoni per le mura interne e le volte è una caratteristica sasanidi (i Sasanidi o Sassanidi furono l'ultima dinastia indigena a governare la Persia prima della conquista islamica)
questa doppia influenza risulta evidente anche nella decorazione della facciata sud (quella giacente al museo di berlino).
per le sue notevoli dimensioni, il palazzo si distingue dagli altri complessi omayyadi, notevolmente più ridotti, apparentemente concepito per ospitare un gran numero di persone, forse l’intera corte omayyade, fu anche destinato alla celebrazione di cerimonie grandiose, come dimostra l’incorporazione della sala del trono e di quella a forma di basilica
secondo diversi studiosi, il committente di al-Mushatta sarebbe stato il califfo omayyade Al-Walîd II, benché non esistano prove a sostegno di questa teoria, è opportuno ricordare che nel suo breve regno durato meno di un anno, dal 125/743 al 126/744, Al-Walîd II si era già distinto come un mecenate prolifico

chicca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

una parte considerevole della facciata meridionale di al-Mushatta, comprensiva tra l’altro dell’ingresso principale, è conservata negli Staatliche Museen di Berlino (Pergamonmuseum)
il sultano ottomano Abdülhamid (1293/1876-1327/1909) l’aveva infatti donata al kaiser Guglielmo II (1888-1918)
la facciata, che raggiunge un’altezza di 3,80 metri, fu quindi smantellata dagli archeologi tedeschi che la trasportarono a Berlino via mare.
la facciata è divisa in sezioni triangolari che misurano circa 2,85 metri di altezza e 2,50 di larghezza alla base
al centro di ciascun triangolo spicca un’ampia rosetta, è sontuosamente ornata da fregi di animali e motivi vegetali
la decorazione dei triangoli sulla destra della porta principale differisce notevolmente da quella dei triangoli di sinistra, sia nello
stile che nell’esecuzione, ed è stato ipotizzato che ciò sia dovuto al lavoro di diverse équipe di scultori
alcuni dei motivi vegetali rivelano influenze stilistiche copte, mentre l’iconografia persiana è riconoscibile dall’uso di animali mitologici tratti dall’arte sasanide, non è improbabile che alcuni degli artisti fossero stati reclutati dall’Egitto e dall’Iran

 

 

postato da: chiccama alle ore 10:48 | link | commenti (15)
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