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ieri 29 novembre la Palestina ricordava l'approvazione nel 1947, della risoluzione 181 che divideva la "colonia" britannica di Palestina un due parti, ed iniziava per il popolo palestinese la lunga marcia verso la disperazione... non ho intenzione di fare discorsi politici o cose simili, conosco quella realtà perchè vivo da 24 anni per molti mesi l'anno ad Amman, conosco i campi profughi, conosco la disperazione e la paura e anche l'odio che nasce e prospera da ogni parte, conosco la follia di impiegare 4 ore all'andata e 4 al ritorno, per fare 12 km, per andare a lavorare, tutti i giorni, conosco la sofferenza di chi si è visto espropriato della casa, della terra, e della sua identità..... nessuno dei Signori delle Nazioni Unite ha mai chiesto ai palesttinesi cosa loro ne pensavano di quella spartizione ed erano i 2/3 della popolazione... erano senza voce allora lo sono anche ora... voglio qui postare un articolo di Amira Hass giornalista del quotidiano israeliano "Haaretz " scritto il 16 ottobre, la traduzione non è mia, ma è di CV ed è preso da ZMAG.org che ringrazio molto!! Il mondo in uno zoo Amira Hass Dal 1991 Israele sta utilizzando la parziale o totale chiusura degli abitanti di Gaza nella loro gabbia, per periodi brevi o lunghi, come strategia politica: talora è presentata come forma di punizione, altre volte come un deterrente e sempre come preludio di un piano politico. Fino a poco tempo fa sembrava che le condizioni di chiusura non potessero essere peggiori. ************** Uno zoo. Questo è uno dei modi in cui i palestinesi descrivono le condizioni in cui circa un milione e mezzo di loro stanno vivendo: in un’area di 360 chilometri quadrati, chiusa su tre lati da complessi reticolati, mura e torri di controllo militari e ad ovest dalle navi della marina israeliana che chiudono lo sbocco sul mare. Sopra di loro, in cielo, aerei senza equipaggio e palloni aerostatici fotografano senza sosta tutto quello che succede all’interno di questa gabbia chiusa, che ha sette passaggi per connettersi al mondo, tutti quanti chiusi quasi ermeticamente. Nel corso degli ultimi quattro mesi, Israele ha concesso a quasi duemila persone di uscire dalla Striscia di Gaza – una minoranza di questi erano ammalati, più di metà erano importanti attivisti di Fatah o lealisti in fuga da Gaza; e il resto era costituito da persone in possesso di una doppia cittadinanza o di visto per lunghi soggiorni all’estero. Giusto per fare un confronto: nel 1999, solo attraverso il confine di Rafah passavano 1400 persone al giorno, oltre alle migliaia che attraversavano il valico di frontiera di Erez, nonostante la politica di chiusura permanente. Adesso un milione e mezzo di esseri umani vivono con la consapevolezza che le dimensioni del loro mondo sono di 41 chilometri di lunghezza e 12 di larghezza. Il paragone ad uno zoo è stato fatto dal dottor Mamdouh al Aker, un dottore che dirige la Commissione Palestinese Indipendente per i diritti dei cittadini. Per un altro abitante di Gaza, un importante uomo d’affari i cui impianti alimentari sono in funzione al 5 percento delle loro possibilità, la situazione gli ricorda un ospedale: come i pazienti, gli abitanti non lavorano, ma ricevono cibo. Non lavorano perché da quattro mesi Israele ha proibito non solo il passaggio di qualsiasi prodotto di Gaza al mercato, ma anche l’ingresso di qualsiasi materia prima o mezzo di produzione. Se i prezzi dei beni continueranno ad aumentare e la crisi monetaria peggiorerà a causa dell’interruzione dei contatti fra banche israeliani e banche di Gaza, le organizzazioni di aiuto internazionale presto dovranno aumentare i quantitativi di cibo che donano, che attualmente costituisce circa il 10 percento degli approvvigionamenti che vengono introdotti. Forse verrà il giorno in cui faranno cadere pacchi di cibo dagli elicotteri. I governi di Israele, Stati Uniti e dell’Europa considerano l’imprigionamento ermetico di un milione e mezzo di esseri umani e la distruzione completa dell’infrastruttura economica di Gaza una risposta adatta ad Hamas, almeno fino a quando cadrà. Sembra che il “governo” di Ramallah sia d’accordo con loro. In realtà il capo del “governo” di Gaza, il primo ministro Ismail Haniyeh, ha suggerito che il regime esclusivo di Hamas a Gaza è temporaneo. Ma la natura temporanea dipende dal successo del dialogo fra Hamas e Fatah, mentre Israele e gli Stati Uniti vietano al presidente palestinese Mahmoud Abbas di portare avanti questo dialogo. E Abbas, in ogni caso, al momento è fermo all’approccio che considera Hamas come un’entità ostile. Come sempre, gli studenti cui non viene consentito di uscire sono una minoranza la cui reclusione riflette la misura del danno inflitto al futuro palestinese. Da anni Israele impedisce che gli abitanti di Gaza studino nella West Bank. Di conseguenza, coloro che vogliono intraprendere studi superiori a livello universitario devono andare all’estero. Prendiamo per esempio 10 ottimi studenti che abbiano ricevuto una borsa di studio per un master o per corsi accademici in Germania. Prendiamo parecchie centinaia di studenti che già studiano all’estero e sono stati bloccati a Gaza durante l’estate e altri che si sono iscritti quest’anno per studiare all’estero. Il contributo essenziale al futuro della loro comunità da parte di tutti questi studenti è certo. Ma se non escono da Gaza oggi, subito, alcuni di loro perderanno la loro borsa di studio, altri il primo semestre dell’anno scolastico e altri ancora l’intero anno. Migliaia di altri giovani hanno semplicemente rinunciato alle loro aspirazioni di studiare all’estero per la politica del blocco delle uscite. E quando non si ha l’opportunità di conoscere il mondo, il mondo secondo Hamas e gli orizzonti religiosi che offre diventano i più persuasivi. Dal 1991 Israele sta utilizzando la parziale o totale chiusura degli abitanti di Gaza nella loro gabbia, per periodi brevi o lunghi, come strategia politica: talora è presentata come forma di punizione, altre volte come un deterrente e sempre come preludio di un piano politico. Fino a poco tempo fa sembrava che le condizioni di chiusura non potessero essere peggiori. Gli ultimi quattro mesi hanno provato che c’è sempre un “peggio”.
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vorrei ricordare le donne in un momento in cui si parla di loro, e della violenza che troppo spesso le riguarda , parlandovi di Nizar Qabbani e della sua poesia, ha cantato le donne e il suo amore per esse conobbe anche la complessità dei problemi legati alla condizione della donna, una sua poesia "Incinta" , fece molto rumore nel mondo arabo, raccontava di una fanciulla sedotta e abbandonata, che non vuole dare un padre alla sua creatura ed anche le prime righe di "Diario di una donna disincantata!" incitano la donna d'Oriente a prendere coscienza di sè ...Insorgi! Vorrei che tu insorgessi...
Insorgi contro quest'Oriente di prigionieri, di ospizi, d'incenso! Insorgi contro la storia, vinci il pregiudizio! Non temere nessuno..... ho amato questo poeta , anche grande amico di mio padre, da tempi lontanissimi, ho conosciuto una parte dell'amore attraverso i suoi versi sensuali, dolcissimi
nasce a Damasco nel 1923, si laurea in legge sempre a Damasco e nel 1945 intraprende la carriera diplomatica ed assume incarchi importanti al Cairio, Ankara, Londra, Beirut. Pechino, Madrid, Parigi, nel 1966 per gravi motivi personali abbandona la vita pubblica e scrive, scrive e non solo d'amore, ma anche di politica Qabbani si può sicuramente considerare uno dei piu' raffinati e tormentati esponenti della poesia araba contemporanra, per la sua vitalità, spregiudicatezza, per il suo essere continuamente alla ricerca di emozioni, un menestrello sempre pronto a cogliere uno sguardo languido e a cantarlo
la donna è per lui , un po' angelo e molto essere sensuale, egli diceva sempre "La vita priva del calore femminile sarebbe non pensabile"
...Nelle mie vene c'è una donna
cha cammina con me tra le pieghe del mantello. Sibila, soffia nelle mie ossa, sì che fa del mio petto un focolare... non ha mai cantato un amore vago ed etereo, ma le struggenti emozioni che la donna in lui suscita, felicità, amarezza, desiderio, nostalgia
per lui non esiste "La Donna", ma tante donne, vere, ingenue o maliziose, ma sempre creature fatte di carne egli è spontaneo ed istintivo, immediato nella espressione o suoi versi contengono metafore ed immagini che riprendono a volte il poetare antico dei cantori che col rababa allietavano le notti dei beduini sotto le tende
...Nella sua bocca una supplica
Mi sussurra: vieni.. verso una azzurra libertà i cui confini sono l'impossibile... La donna che Nizar ama e desidera è una donna fiera e libera, dolce e appassionata, con ombre e luci in cui specchiarsi, scrisse anche della natura, della notte e della luna
...Fermati con me, o tu dai riccioli castani,
nella contrita preghiera della sera: guardiamo la notte disporre stelle sopra la collina del villaggio, intimorita, e disegnare sui tetti nastri di luce dalle forme fantastiche.... dopo il 1967 cominciò a scrivere anche di politica, il desiderio di regimi democratici, non asserviti all'Occidente e liberi
se gli chiedevi cosa fosse per lui la poesia. sorrideva e diceva: "Rubare il fuoco, era la mia passione, non rubavo il fuoco del cielo come Prometeo, il cielo non mi interessava, cercavo il fuoco della terra
La poesia non è fuoco celste, nè vittima sacra e neppure un prodigio dell'invisibile. Le fonti della poesia sono umane, comporre poesia è un atto umano. Parlare di <demoni della poesia>, delle Muse, dell'ispirazione, di rivelazione è tentare di dare alla poesia una forma magica, trasformare in maghi i poeti. Non credo in realtà a queste fonti metafisiche e non mi entusiasma spogliare la poesia della sua natura umana per rivestirla del cilicio dei profeti. Il poeta si immerge nell'anima della Umanità, trasmigra nell'esistenza del mondo, è un viaggio verso l'uomo
Ci sono poeti che viaggiano all'interno di se stessi, il mio è un viaggio diverso, non danzo sulle mie carte come un derviscio: ho bisogno di aria aperta e di gente viva. Il poeta è la voce, e la voce è lo strumento umano senza la quale la parola sarebbe impossibile
Tre sono le chiavi della mia poesia: la fanciullezza, la rivoluzione e la follia
fanciullezza come tutto ciò che è spontaneo, scoperta delle cose
rivoluzione come gli avvenimenti che scuotono, scindono e spezzano ogni eredità culturale
follia come disgregazione del vecchio orologio della ragione, l'opposizione accanita ad ogni giudizio emesso su di noi prima della nostra nascita..."
Nizar Qabbani è tutto questo, ma anche molto altro, in italiano non esistono traduzioni dei suoi libri, soltanto se non sbaglio un vecchissimo saggio con alcune poesie del 1976 a cura dell'Università di Palermo e dell'Istituto per l'Oriente di Roma molto famoso invece è in inghilterra e in inglese sono stati tradotti tutti i suoi libri era per me una persona speciale chicca P.S. ne ho messe alcune in rete tradotte dall'arabo qui:
quando ho tempo ne tradurrò e metterò delle altre!!!!
su internet se ne trovano in inglese se qualcuno si vuole dilettare.:)))
.. come mi sembra faccia benissimo Anna!!!
chicca
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oggi è una giornata nata male!!! speriam che cambi prima di notte, di quelle giornate dove non hai voglia di far niente, ma devi fare, di quelle giornate dove l'unica voglia reale è quella dell'ozio, vorre essere Oblomov oggi...sìììì, e spesso quando sono così in un stato non del tutto "ragionevole" mi vengono negli occhi, nel cuore, nelle orecchie dei desideri.... vorrei chiudere in una scatola di confetti colorati i mei diciotto anni ".....Hello darkness, my old friend,
chicca
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vi presento una parte di me attarverso quella che è diventata nel tempo la mia musica, che assieme ai colori e alla poesia sono il mio vivere amo Mozart e Bach e Chopin tanto e i classici, amo il blues, il jazz, il rock, i cantautori francesi e alcuni italiani , americani ed inglesi, ma amo sopra ogni cosa l'oud di Munir Bashir (*)
conosco questo straordinario interprete e compositore da quando ero piccola, il suo strumento l'Oud o Ud (in arabo legno), è per intenderci il "liuto arabo" , risalente al VII secolo circa, strumento comune alla zona del Medio Oriente, Turkia, Grecia, è uno strumento "solista" o da grande orchestra non sto a raccontarvi le "modalità" della musica araba per Oud, perchè argomento non facile, per ora ascoltiamo, poi in post successivi ci occuperemo anche delle sue caratteristiche Munir Bashir non c'è piu' da qualche anno, viveva a Budapest ultimamente dove insegnava al conservatorio, appassionato di musica "occidentale" ha saputo fondere o come diceva lui "confondere" , adesso potremmo anche dire "ibridare" la musica classica con la tradizione popolare araba in particolare curda ed irakena conosciutissimo in tutto il mondo in particolare in Francia venne in italia pochissime volte e una volta anche per una mia fortissima insistenza, e pensare che suonava con l'OUD alcuni pezzi di Verdi in maniera straordinaria, ma noi italiani per quel che riguarda la Musica siamo spesso molto provinciali e seguiamo l'onda lunga delle mode... il suo talento l'ha trasmesso al figlio Omar che forse è ancora piu' improvvisatore del padre, perchè la caratteristica fondamentale del suonare l'OUD è l'improvvisazione vi consiglio, mentre ascoltate il pezzo che vi propongo, di leggere questa poesia di Nizar Qabbani poeta siriano di cui vi parerò in seguito, la poesia è una poesia d'amore come il pezzo musicale è un canto d'amore
FUOCO (Nizar Qabbani - mia traduzione) Munir Bashir (*), la trascrizione dall'arabo del suo nome non è uguale in tutte le lingue, potreste trovare anche Mounir Bachir aggiornamento: vi consiglio di visitare questo link è nel Blog di Melpunk66 ...si parla di Oud.... e non solo!!
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PER PRIMA COSA GRAZIE A TUTTI COLORO CHE HANNO ACCETTATO DI GIOCARE E ANCHE A COLORO CHE SONO PASSATI, E NON HANNO GIOCATO, MA CI HANNO GENTILMENTE COMMENTATO DEVO DIRE CHE NON SPERAVO DI AVERE SOTTO IL NASO TANTI POSSIBILI TITOLI CHE MI PIACCIONO TUTTI, PERCHE' EVIDENTEMENTE APAPRTENGONO AL VOSTRO "MONDO" E A COME GUARDATE CIO' CHE AVETE INTORNO ALCUNI TITOLI SONO MOLTI SIMILI FORSE GLI IMPUT ERANO SIMILI E ANCHE QUESTO è SIGNIFICATIVO, QUANDO IL SEGNO GRAFICO SI AVVICINA MAGGIORMENTE AD UN "MODELLO CONOSCIUTO" ANCHE I SIGNIFICATI SI UNIFICANO.. HO NUMERATO I FRATTALI COMINCIANDO DAL PRIMO IL ALTO DEL PRIMO POST, I POST ERANO TRE E CONTENEVANO OGNUNO TRE FRATATLI, QUINDI I NUMERI SARANNO DALL' 1 AL 9. CHI VOLESSE CONTINUARE A GIOCARE PUO' FARLO TRANQUILALMENTE E IO INSERIRO' I NUOVI TITOLI NELLA TABELLA!! ANCORA GRAZIE!!! chicca
1) CRISTALLI INTERNO DI GREMBO MATERNO BIG BANG DENTRO L'IRIDE PIANI DI PERCEZIONE SFACCETTATURE IMPERFETTE NEBULOSA PLANETARIA LA BLOGOSFERA INFINITA SOLITUDINI A PASSEGGIO CREAZIONE CRIOCOSMO GAIA OVULO MARE L'IMPERISTENZA DEL TEMPO L'IMPERFEZIONE DELLA PERFEZIONE IRIDE 2) CARNEVALE TRACCE DI CARNEVALE LA GIOSTRA DI MIRO FONDALE MARINO PUER AETERNUS CIRCUS EQUILIBRISMI LINGUE DI MENELIK COLORI IN VOLO CIRCO NEGLI ABISSI CIELO ARLECCHINO & C. GIOSTRE D'ONE
3) LA SBORNIA FELICE MOLECOLE DI MERCURIO CHIARO CHE è SCURO GPCCE D'ARMONIA CLOWNS DISSEMINAZIONI PROTOSTELLE MERCURIO NASCITA DELLA VITA FIRMAMENTO NAUFRAGIO D'OLIO ANGOLO DI INFNITO LA DISGREGAZIONE DELL'ANIMA TERRA FIRMA,ENTO BOLLE DI SAPONE COLORITA REAZIONE A CATENA 4) VENTO DI MARE FANTASIE DI VETRO SOFFIATE 5) QUANTO TI SENTO VECCHIE FERITE 6) NOZZE DI FIGARO
7) ENBRIONE ARRIVA L'INVERNO
8) IL GIGLIO DI VENERE 9) ATTESE
per chi fosse interessato consiglio di visitare il post La Blogosfera: un universo in espansione nel Blog di Heteronymos dove è stata usata come immagine il primo dei frattali che avete commentato, è un argomento che ci può interessare tutti come autori e utenti di Blog!! chicca |


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