mercoledì, 31 ottobre 2007


Gustav Klimt o della natura generosa dei suoi paesaggi


Gustav Klimt
1862-1918

i suoi paesaggi  sono sensuali ed  inebrianti come i ritratti femminili  per i quale lui è molto conosciuto

essi sono ancora poco conosciuti fuori dall'  Austria,  rappresentano   panorami colorati, poetici, e  dimostrano che  Klimt  è  un paesaggista  insolito e  di grande potenza

ha dipinto   frutteti, boschi, giardini della sua casa e anche , e montagne,  non è facile vedere i dipinti di questi paesaggi  e se li osserviamo bene  riflettono il modo come Klimt  combinò insieme  le  influenze derivate  dall' arte giapponese,  le tradizioni dei   panorami  austriaci,  le opere di Van  Gogh e Cézanne, riuscendo a creare  qualche cosa di  completamente nuovo e radicale. 

a volte se si osserva bene c'è una pesantezza palpabile nei suoi paesaggi,  quasi una oscurità "umorale" che forse deriva dalla  sua predilezione per l'abusare del  verde
che si trova raramente nei pittori di paesaggi,  usato nella definizione dei contorni  e che non si trova ad esempio nel suoi altri dipinti

i suoi paesaggi sono densi, pieni, anche nel dosaggio del colore sulla tela


.non si avverte mai in essi la presenza  del vento o di una leggera  brezza che muova foglie e fiori
e non si vede neppure o soltanto molto raramente un infinito  o un cielo

essi sono carichi dell'abbondanaza dei doni della natura, fiori foglie e alberi e se il cielo esiste si intravede appena dietro il fogliame
 i paesaggi di Klimt,  magici per le forme bizantine e per la meticolosità dei particolari..
mi sembrano a volte  "troppo" sommersi da "madre natura", ma cert sempre piacevolissimi  da gustare

chicca

   

 

 

 

 

 

 

postato da: chiccama alle ore 08:44 | link | commenti (8)
categorie: paesaggi, arte, tele, gustav klimt

martedì, 30 ottobre 2007


Il bacio sulla bocca


stasera avrei voglia di un bacio sulla bocca, di un bacio travolgente che mi facesse dimenticare la solitudine del cuore e mi riportasse un amore
già, non ho mai creduto che gli amori, quelli che ti hanno preso il cuore e le viscere possano finire, possono solo addormentarsi, perchè qualcosa è successo,  ma poi senza che ne accorgiamo ritornano e diventano desiderio struggente di una bacio sulla bocca
i ricordi non possono fare male, perchè sono una parte della nostra vita e l'amore che ti ha bruciato e che a volte vorresti ritornasse, non può far male, può solo suscitare  malinconie dolci,
anche solo immaginare un bacio che hai avuto o che ti sei presa con passione  è sempre  cosa buona per il cuore
il bacio è a volte piu' eloquente di  qualsiasi altro gesto, ed è proprio il silenzio che lo avvolge che lo rende sempre desiderabile
non è mai tardi per parlar d'amore, mai, anche un amore che sembra finito può riservarci tanti sorprese

Ivano Fossati è uno dei poeti in musica che io amo molto. a volte non è semplice ascoltarlo e non si può fare sempre, perchè devi seguirlo dove vuole portarti
questo è il testo di una delle  piu' belle canzoni che Ivano Fossati abbia composto ( almeno per me)

chicca

Il bacio sulla bocca

(Ivano Fossati)

 

 

Bella,
che ci importa del mondo
verremo perdonati te lo dico io
da un bacio sulla bocca un giorno o l'altro.

Ti sembra tutto visto tutto già fatto
tutto quell'avvenire già avvenuto
scritto, corretto e interpretato
da altri meglio che da te.

Bella,
non ho mica vent'anni
ne ho molti di meno
e questo vuol dire (capirai)
responsabilità
perciò…

Volami addosso se questo è un valzer
volami addosso qualunque cosa sia
abbraccia la mia giacca sotto il glicine
e fammi correre
inciampa piuttosto che tacere
e domanda piuttosto che aspettare.

Stancami
e parlami
abbracciami
guarda dietro le mie spalle
poi racconta
e spiegami
tutto questo tempo nuovo
che arriva con te.

Mi vedi pulito pettinato
ho proprio l'aria di un campo rifiorito
e tu sei il genio scaltro della bellezza
che il tempo non sfiora
ah, eccolo il quadro dei due vecchi pazzi
sul ciglio del prato di cicale
con l'orchestra che suona fili d'erba
e fisarmoniche
(ti dico).

Bella,
che ci importa del mondo.

Stancami
e parlami
abbracciami
fruga dentro le mie tasche
poi perdonami
sorridi
guarda questo tempo
che arriva con te
guarda quanto tempo
arriva con te.
postato da: chiccama alle ore 23:17 | link | commenti (16)
categorie: musica, canzoni, emozioni, ivano fossati


il "MAGICO" PIERO o della luce, del colore, della matematica


 PIERO DELLA FRANCESCA
(1415/20 - 1492)


Io amo molto Piero della Francesca, perchè è così diverso e lontano dal mio modo di essere. La sua impassibilità di fronte ai sentimenti, la sua assenza di emozioni, gli hanno permesso di regalarci immagini forti che esercitano (per quel che mi riguarda) un forte fascino.
Il suo senso dello spazio, l'osservazione dei particolari, la complessità cromatica in relazione alla luce, mi fanno spesso pensare ad una pittura astratta e sacra.
Io credo che sia uno di quei pittori che hanno con piu' chiarezza formulato la loro "poetica", raccoglie e riformula sicuramente alcune "istanze" emerse con il XV secolo, ma con grande fermezza ne scarta diverse, probabilmente perchè "spurie" rispetto ai suoi ideali artistici.

La sue immagini si fondano su una cristallina essenzialità, su un accorto calcolo di rapporti metrici e accordi di colore.
per Piero l'immagine dipinta doveva essere il luogo del dominio razionale degli elementi figurativi, non uno studio della psicologia umana.
al suo spettatore non chiedeva un coinvolgimento emotivo, bensì intellettuale.
ma proprio questo coinvolgimento intellettuale, che ho sempre avvertito profondamente, mi ha "coinvolto spesso emotivamente" (certo Piero non se lo sarebbe aspettato!!!).
Certamente fu affascinato dai colori del Beato Angelico, armoniosi, brillanti, i cieli tersi, le carnagioni d'avorio, le vesti di smeraldo, ma anche fu preso dalla maestosa plasticità delle figure del Masaccio, rifiutandone però la drammaticità.
come sicuramente fu attratto dall'opera di Paolo Uccello, dal formalismo geometrico ad esempio del "Monumento a Giovanni Acuto", così astratto es essenziale, ma sicuramente di Paolo Uccello rifiutò il dinamismo e anche le fantasie.

la maestosità del Masaccio e i colori dell'Angelico, il formalismo geometrico di Paolo Uccello, vennero unite insieme attraverso quello che è l'elemento unificante anche in Architettura, L'ACCORDO METRICO, IL RITMO che lega le parti tra di loro e all'insieme, L'IMPAGINAZIONE COMPOSITIVA. (Non dimentichiamoci di cosa diceva l'Alberti nei suoi trattati e che manifestava poi nei suoi progetti architettonici.)

Un'opera che risente dell' influenza del Masaccio è sicuramente "San Sebastiano e San Giovanni":


per contrasto la Pala centrale del polittico "La Madonna della Misericordia" presenta le caratteristiche delle opere mature di Piero, l plasticismo di Masaccio non è completamente sparito, ma è altra cosa essendo sottoposto ad una severa regolarizzazione geomerica:

postato da: chiccama alle ore 09:08 | link | commenti (14)
categorie: arte, considerazioni, tele, piero della francesca


il "MAGICO" PIERO o della luce, del colore, della matematica


 PIERO studiò matematica fin da piccolo e nei suoi quadri si nota la sua straordinaria capacità di "coniugare" la matematica e la pittura.
La prospettiva nei suoi dipinti diviene ampia e riposata, retta da magiche corrispondenze geometriche e da "musicali" intervalli di spazio, mentre i colori si distendono in una luce mattinale. E' appunto questa sintesi tra la luce aperta e una straordinaria misura di spazi uno dei tanti segreti (a mio avviso) dell'arte di Piero.

Uno degli esempi più significatici è il dipinto "la flagellazione" misterioso per alcuni versi (i significati e i personaggi dipinti), limpido nel suo tratto pittorico: sicuramente questa opera è un lucido enunciato dell a sua sapienza prospettica e poco ci interessano i dibattiti intorno a chi fossero i tre personaggi dipinti e che cosa li lega alla fragellazione (almeno per quel che mi riguarda...).
Nei suoi tre libri "De pospectiva pingendi", Piero sostiene, da un punto di vista teorico la necessità del mezzo prospettico, impostato su fondamenti euclidei, esso deve procedere con metodo e precisione matematici.

La matematica e l'arte in quel periodo avevano profondi rapporti, il Longhi afferma che la congiunzione tra matematica e pittura in Piero diventa misteriosa e aggiunge l'elemento "natura" .

Proprio
il recupero di Platone. (Piero fu considerato fautore di Platone) e

" Un'altra importante novità è legata alle tecniche di rappresentazione "in piano" dello spazio tridimensionale (prospettiva, procedure grafiche per il taglio delle pietre)......"" (Bruno Longhi)

fanno di Piero un pittore del tutto “speciale”, la congiunzione tra matematica, prospettiva, luce, natura , assume degli aspetti che rendono magici i suoi quadri

sintesi di naturalezza e rigore, "impaginata" con la precisione di un teorema, la tavola è divisa in due parti , occupate l'una da uno spazio aperto. l'altra da una loggia secondo una schema molto caro a Piero.

l'architettura distingue, ma nello stesso tempo coordina i due gruppi di figure in apparenza etstranei l'uno all'altro.
all'armonia delle proprorzioni si affianca l'incredibile luminosità che permea i colori, accosatti per similitudine o per contrasti valorizzati dall'uso di fontii diverse di luce, uan generale da sinistra, un'altra molto intensa da destra, che illumina come fosse un faro il riquadro del soffitto sotto cui si trova il Cristo.

il senso di arcana fissità di questa come di altre opere è accresciuto da elementi iconografici insoliti, densi di simbologie di difficile interpretazione, in cui gli studiosi hanno visto adombrate questioni teologiche o - più spesso - vicende di attualità.
i significati rimangono sfuggenti, sia perchè noi abbiamo perduto troppe chiavi per avvicinarli, sia per la capacità di Piero di trasporre cronaca e storia contemporanea su di un orizzonte di eternità.

mi scuso per gli errori di ortografia, ma scrivo di corsa e poi è sempre colpa della tastiera!!!

chicca

P.S. come sempre quando parlo di "arte" .....Mi corre l'obbligo di dire prima di tutto che non mi ritengo un critico d'arte, nè tantomeno un "conoscitore" profondo di questa splendida attività degli uomini. Ho soltanto sviluppato nel tempo, vuoi per ragioni di "bottega", vuoi per puro piacere personale, un amore grandissimo in particolare per la pittura e l'architettura. Ma poichè il mio approccio è stato per la maggior parte "amoroso", non posseggo quella severità e estraneità di giudizio che appartiene agli studiosi seri. Molto spesso mi muovo "a pelle", scoprendo o riscoprendo conoscenze o "nozioni" apprese sui libri".


postato da: chiccama alle ore 09:07 | link | commenti (2)
categorie: arte, considerazioni, tele, piero della francesca

domenica, 28 ottobre 2007


memories: janis joplin & ...


Janis Joplin è ancora a San Francisco, la sua voce si sente vicino al Parco del Golden  Gate o nelle  cantine  della Down Town , è passato molto tempo, ma la sua voce è ancora "rugosa" gratta la gola e la senti esplodere nelle orecchie

quando nel '70 se n'è andata per un buco , forse l'ultimo,  fu come se la "roba" si fosse presa la sua vendetta, non voleva essere lasciata, quando si sparse la notizia,  io ero decisamente giovane, ma avevo già nel cuore una sua canzone, non delle piu' famose, non delle piu' belle, non delle piu' drammatiche, ma una canzone che ho sempre con me anche ora , sempre, struggente melanconica e nello stesso tempo fresca come può esserla una rosa:

The Rose

una vita complicata la sua, una infanzia non facile  in Texas e poi l'arrivo in California ,  il cantare per i caffè, qualcuno che la nota e il suo primo ingaggio il suo primo disco, ma  anche le dipendenze, non si è fatta mancare nulla, forse perchè tutto le mancava

la sua voce roca, struggente assolutamente  non pulita, si sentiva l'effetto del fumo e dell'alcool, ma che raccontava con il cuore in pezzi una solitudine dell'anima come poche volte ho sentito, capace anche di una tenerezza struggente

Cry Baby

erano gli anni in cui San Francisco  e la California  in genere,  erano  un insieme di suoni, di   alcool di droga e di disperazione e di gradi solitudini , quindici giorni prima di lei se ne era andato anche Jimi Hendrix

Janis Joplin & Jimi Hendrix - Summertime (live)

mi piace ricordarla con una  foto che ha mia figlia su un poster , è un viso splendido,  sta cantando!!





chicca
postato da: chiccama alle ore 22:54 | link | commenti (28)
categorie: pensieri, musica, ricordi, jimi hendrix, jani joplin


quello che volevi


- E hai ottenuto quello che volevi  da questa vita, nonostante tutto?
- Sì.
- E cos'è che volevi?
- Sentirmi chiamare amato, sentirmi amato sulla terra.
 Raymond Carven
 
già, cos'è che volevamo? forse soltanto vivere !!!!
beh io volevo un sacco di cose!!!
sì un sacco
volevo rivoltare il mondo come un calzino
volevo, volevo e volevo, nei sogni di ragazza, nelle notti di luna quando ti siedi vicino al davanzale della finestra e immagini
immagini, ti vedi, bella, felice,  che prende il mondo per le mani e lo "paciuga", ne fa una palla dei desideri
poi ci sono le notti senza luna, dove è difficile sognare, è diffiicile desiderare, è difficile  persino  dirsi sottovoce quello che vorremmo
poi ci sono i giorni freddi!!
ma sììììììì. quello che volevo era rivoltare il mondo, non ci sono riuscita,  non ho nemmeno avuto sentore che il Mondo si sia accorto di me
 ma ho rivoltato me stessa  come  un calzino
 e lo faccio e lo rifaccio
chissà che il Mondo non ne provi invidia!!!
e si rivolti da solo...




chicca
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categorie: considerazioni, emozioni, costume, raymond carven

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