NON VOGLIO DIMENTICARE!
trasparenze pieghettate
fragili, sottili, fluttuanti,
di voci urlanti
racchiuse in scatole ermetiche,
private della luce
da sbarre d'acciaio
ovattate, lontane, dimenticate,
gridano, rispondono risonanze lontane,
sovrastate dal rullo di tamburi metallici
ritmati nel liquido denso,
appiccicoso dell'oro nero,
si avvicinano frenetici,
azzerando beffardi
l'eco doloroso di una umanità
travolta, disprezzata, annullata.
morte, conosci strade nascoste
fenditure inaccessibili
ti insinui in spazi angusti
arrivi nei giorni di sole
appari tra le gocce di pioggia
fantasma grondante lacrime di sangue.
accarezzi la giovinezza di un sorriso
per carpirgli il calore della vita.
vaghi indecisa, aleggi come soffio di vento
su visi primaverili
su capelli splendenti
su occhi vuoti ormai spenti.
avvolta in un bianco drappo di lino immacolato
ti aggiri tra macabre rovine
come luce accecante
come nulla ricolmo
di atavici odi.
I tuoi passi
leggeri, furtivi, consolatori,
a volte attesi con desiderio
ora sono violenti, pesanti, dirompenti
si avvertono da lontano
dalle colline verdi
che stentano a fiorire,
portano scompiglio al canto
degli uccelli appollaiati sugli alberi di melo
che fuggono sorpresi, stupiti,
non più ti riconoscono.
sei diventata altro
dalla fine giusta o dolorosa, serena o rabbiosa
sei castigo, sei oltraggio, sei vendetta
sei morte, soltanto morte.
bagdad 2007
chicca
I colori di Samarqand
ho incontrato gli azzurri, i turchesi, i blu piu' impossibili al mondo in un pomeriggio di settembre alle porte di Samarqand, gli occhi brucianti per il lungo viaggio su un "camion" scoperto che raccoglieva tutta la polvere possibile, e le lacrime da granelli di sabbia si sono tramutate in lacrime di allegria, di gioia.
i miei diciassette anni, il piacere vero e senza fronzoli della conoscenza hanno inondato gli occhi, il cuore e la mente.
erano gli azzurri dei principi, i blu della notte i verdi delle praterie infinite, la fantasia e la realtà si confondevano, si sovrapponevano e non sapevo piu' se quello che vedevo era reale o frutto della mia immaginazione.
quel viaggio era il dono di un padre, grande viaggiatore della mente e del reale, che ci ha educato attraverso viaggi, regali all'apparenza futili, persone ed incontri che ha voluto per noi figli e di cui ora anche dopo tanti anni gli sono grata , mi ha regalato la gioia del vivere e del conoscere.
ai diciotto anni di mia figlia ho rifatto con lei quel viaggio , un viaggio della memoria, ma anche degli affetti e dei desideri, le foto sono di questo ultimo viaggio, alcune mie, alcune di mia figlia.
i rivestimenti smaltati policromi dei "Monumenti" sono ancora affascinanti, non hanno perso nulla della loro magia, anzi se si osservanmo al tramonto o all'alba mutano di intensità e di luminosità, e su di essi vaga l'ombra di Tamerlano, ancora assai presente e non solo nella storia, ma anche nel ricordo di un magnifico passato.
i profumi delle spezie, mescolati ai profumi dei fiori e alle essenze che molte donne producomo in casa sono un fiume che dilaga quando si alza la brezza leggera sul far della sera, si beve il tè servito in enormi samovar ramati, seduti sulle lunghe panche di legno lungo la strada e vicino alle case, una dimensione dove il tempo sembra avere il ritmo delle nostre sensazioni e dove oggi è anche domani.


chicca
una foto che mi ha portato fortuna

(like a blues)
lama di vetro, incanto di cristallo
Un suono di chitarra intrecciato
al canto sgangherato di ubriachi
odor di fiori di campo al crepuscolo
era giorno ancora,
e la fantasia correva con la sera,
come la sera se ne va
col sole che nascerà domani.
lama di vetro, incanto di cristallo
maglia bagnata è il tocco della tua mano,
tienimi a mente come sapore di sale
in un unico abbraccio riavvolgimi
note sincopate al limite del silenzio
note ritmate in un jazz sound - abbandonato -
imbrigliato nelle strade di San Francisco
lama di vetro, incanto di cristallo
-Non vedo piu' il cielo nel tuo sorriso -
- l'ho perso ieri fra le gocce di pioggia
battente, fredda che respira salmastro -
in un unico abbraccio riavvolgimi
le mani strette sui fianchi umidi.
lama di vetro, incanto di cristallo
chicca



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