mercoledì, 17 giugno 2009


stop...





PAUSA





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categorie:

domenica, 14 giugno 2009


buon viaggio IVAN DELLA MEA....








postato da: chiccama alle ore 17:01 | link | commenti (1)
categorie: canzoni, ivan della mea

mercoledì, 10 giugno 2009


ancora DA RAMALLAH








quelle che seguono sono stralci di e mail di Ruba che vive anche lei nel centro di Ramallah e insegna nella scuola diciamo superiore per interderci, sicuramente piu' fortunata di Anin, possiede un computer e quando c'è la corrente e funziona la connessione riesce a scrivemi, ci sentiamo regolarmente (si fa per dire...) e queste e mail sono sempre del 2002 ...ma del giugno -luglio... le sto traducendo ora, non l'avevo mai fatto, ma credo che siano testimonianze importanti, anche se sono soltanti racconti di un quotidiano sempre sotto assedio...

************************
Ieri, sabato 29 giugno, il coprifuoco c'è stato dalle 9 a.m. alle 2 pomeridiane, metà dei negozi era chiuso i loro proprietari vengono dalle zone lontane.
Il lavoro di ristrutturazione del Ministero degli affari pubblici danneggiato dalla prima invasione del 29 marzo era fermo.
Ho veduto meno gente nelle vie a confrontano del primo coprifuoco, può essere perché nella prima invasione la gente era desiderosa di conoscere che cosa suvvedeva alla loro città.
Stavo camminando con le miei figli vicino ad al ' Rukab' il negozio di gelato che piace tanto anche a te, quando abbiamo sentito alcune grida che uscivano da un edificio della costruzione dall'altro capo della via.
Ci siamo fermati paralizzati, immediatamente abbiamo pensato che l'esercito fosse all'interno della costruzione e che era in atto una storia di orrore che bene conosciamo.
Abbiamo osservato intorno ma non abbiamo visto gente andare o venire.
Abbiamo deciso di andare al negozio di Al Rukab e di telefonare alla mezzaluna rossa per farli venire,
- perchè ?- chiede il padrone,
- abbiamo sentito delle urla fortissime..-
- saranno certo dei ragazzi che stanno guardando la coppa dei campioni e il Brasile ha fatto Goal all'Inghilterra!-

Andando qualche metro piu' in giu' verso Al Manara ho visto Areej e Wafa'a circondate da tanti cartelloni appesi sulle pareti degli edifici di Al Manara.
Rappresentavano un nuovo gruppo di giovani e donne (Nawat),stanche, ma instancabili stavano comunicando con la gente di passaggio, alzando la voce, urlavano:
-"scrivete le vostre proprie sensazioni su queste carte, fate qualcosa" .
La gente stava guardandolo con curiosità, era come un dibattito all'aperto, improvvisato, con tanti problemi ognuno diverso.
Le ho abbracciate forte ed ho ammirato il loro coraggio; le donne hanno s sempre delle nuove iniziative.

............................... (cose private)

sai ho parlato per la prima volta in pubblico, non volevo ma Nahala di WATC, la conosci, mi ha spinto a farlo e ora sono contenta, anche il mio vicino è venuto a chiedermi della dimostrazione, di quanto avessi parlato bene così la gente è più incoraggiante ora ad uscire delle loro case, e farsi sentire

ho detto quello che ci diciamo sempre io e tu, che il mondo deve vedere che noi siamo un popolo, non un gruppo di "terroristi", siamo donne, con famiglie, con dolori da sopportare e con la voglia di non perdere la speranza.
I loro carri armati non possono farci nulla, possono uccidere i nostri corpi, ma non i costri cuori.
..................................


Tania, mia sorella ha cercato per la seconda volta di varcare a 'Surda' il checkpoint per venire e vedere nostra madre che ora è così fragile e sta perdendo memoria, ma non è riuscita, e non si è sentita di far rischiare la vita ai figli che volevano accompagnarla facendo le strade di montagna. (sono solo 10 KM di distanza!!)
Da più di due mesi non ha potuto vedere la mamma che continua a chiamare il suo nome. Temo che possa accaderle qualcosa prima che possa vedere la sua amata figlia maggiore.
Sai ...... (cose private)

************************
postato da: chiccama alle ore 10:53 | link | commenti (1)
categorie: palestina, lettere, ramallah

lunedì, 08 giugno 2009


LETTERE DA RAMALLAH


RIPROPONGO QUESTE  LETTRE PERCHE' LA SITUAZIONE DEL POPOLO PALESTINE, NONOSTANTE QUELLE CHE SEMBRANO BELLE PAROLE, è ORMAI ALLO STREMO,

DOMANI NE PUBBLICHERO' ALTRE

LETTERE DA RAMALLAH

ho deciso di postare queste lettere che sono del 2002 , arrivate nel 2003 per posta, un anno dopo esatto, da una mia cara amica Anin (non ha il computer) dalla zona di Rammallah
era il periodo in cui l'Esercito Israeliano stava assediando Ramallah e molti altri campi profughi palestinesi,
non sono lettere particolari, non hanno niente di speciale, sono solo il racconto scarno di un quotidiano vissuto sotto tiro come adesso sta ricapitando, e per questo le pubblico
di mio c'è soltanto la traduzione che ho cercato di mantenere il piu' possibile vicino all'originale anche a costo di perdere di "effetto"...


chicca

""...Cosa ti dico!!
La parola è  impotente a spiegare cosa è successo: posso spiegarti  il sangue?
Il sangue non si spiega se non con lo stesso sangue.
Come posso raccontarti la morte?
E la more urla annunciandosi da sola   nella mia terza città dopo Amman e Beyrut e il nostro assedio che  ci chiude..
Cosa devo dirti?
Noi non riusciamo a dormire dalla violenza dei bombardamenti,  i nostri occhi  si chiudono soltanto quando presi dalla stanchezza.
Non abbiamo né acqua  né luce e facciamo economia  sul gas almeno così prepariamo il nostro caffè e fumiamo qualche sigaretta.
Ti spiego la scena intorno alla mia casa il primo giorno. Tu sai che abito nel quartiere  al Birah , sotto il municipio e la moschea e dietro il centro dell’arte popolare e a fianco del  Palazzo Al B.
 Sono stata  svegliata alle 5 del mattino di venerdì da un  rumore assordante,  ho guardato dalla parte destra della mia casa e ho visto due carri armati,  è stata un sorpresa e ho guardato dall’altra parte sotto il palazzo di al B e ho visto  una fila di carri armati a una distanza di 50 metri. Mi sono meravigliata che Sharon fosse  arrivato a questo punto dell’immobilismo e della paura del suo destino!!
Marciare  con questo numero impressionante di mezzi corazzati in una città piccola come Ramallah.!
Intorno alla mia casa che ha un perimetro di 100 metri ho visto a vista d’occhio soltanto circa 15 cari armati e un blindato. Mi ha scosso questa visione perché stavo bevendo il mio caffè quasi davanti a loro sul balcone.
A questo punto ho sentito degli spari e il rimbombo di mezzi  e di elicotteri non lontani. Mi hanno chiamato alcuni amici per sapere cosa sta succedendo e mi hanno riferito che piu’  di 70 carri armati e mezzi e centinaia di soldati circondano la residenza di Arafat.
In un primo momento ho avuto paura per la sua vita, poi un’altra chiamata mi ha messo in guardia di non uscire e di non avvicinarmi alle finestre perché decine di soldati hanno preso posizione vicino al palazzo di al P e usano i tetti per i cecchini perché sono i palazzi piu’ .
Non ci sono uffici dell’Autorità palestinesi nella nostra zona, soltanto una sede regionale di Al fatha che a sua volta è stata bombardata a settembre scorso e anche il ministero dell’ambiente che è collocato nella pare ovest del nostro palazzo, piu' il centro dell’informazione  e la sede della luna rossa palestinese (croce rossa).
Abbiamo cominciato a sentire che la corrente è mancata nella grande parte dei quartieri di Ramallah e abbiamo udito degli spari e bombardamenti nelle varie zone e violenti scontri mentre  facevano irruzione nei palazzi alti e  mettono gli abitanti dei palazzi senza badare al loro numero in un solo appartamento e poi vengono tagliate le linee telefoniche, requisiscono i celllulari, salgono sui pian alti e vanno sui tetti come cecchini. In piu  si appropriano di tutto quello che c’è negli appartamenti, mangiare, soldi,  elettrodomestici,
Ad un certo punto abbiamo sentito l’altoparlante che chiamava gli uomini tra i 15 e 50 anni  ad  arrendersi e se dai palazzi e condomini non fossero usciti avrebbero fatto irruzione sfondando le porte e molti soldati israeliani all’inizio avevano paura e quasi tremavano e noi donne cercavano di calmarli perché non  sparassero all’interno delle case e tutta note abbiamo temuto che facessero irruzione nella nostra casa per arrestare i giovani.
Ho chiesto a  mio figlio di prepararsi che se lo prendevano non lo trovassero in pigiama, ma vestito bene e prendesse con se qualche soldo e la medicina , a questo punto  ho visto mio figlio tremare e impaurito perché non è abituato a confrontarsi coi soldati e non  pronto ad agire in questa situazione era piccolino nell’assedio precedente.---"

postato da: chiccama alle ore 13:10 | link | commenti (19)
categorie: palestina, lettere, ramallah



""...Il secondo giorno cosa ti  racconto?
Piove forte e viene anche la grandine, sembra  che il cielo scarichi  tutta la sua rabbia, anche se le previsione ci dicevano che era finto il brutto tempo. La nebbia è sparsa dappertutto come in una gara con i carri armati per occupare tutta la città. E così non ho potuto vedere oltre…ho cominciato a preparare il mio caffè e sentire dalla radiolina  le notizie e poi non ho voluto fare i letti perché nessuno sa cosa succederà, così lasco che  mio figlio dorma  piu tempo possibile per alleggerirgli la tensione   perché la situazione diventa piu’ pericolosa di ora in ora.
Sento poi gli spari pesatni dei bombardamenti e i rumori di mitragliatrici e irruzioni e scoppi continui e vedo che le ambulanze sono impedite nel passaggio per portare i feriti e i morti che non si sa quanti siano e dove. Dalla radio sento che la gente è preoccupata e soprattutto per la vita di Abu Ammar (Arafath), che alcuni stanno scoprendo in questo assedio come un vero leader : sol un pazzo o un cieco può aspettare la morte di qualcuno per riconoscerlo come leader. (rivolto agli altri)
Lo applaudono in questa situazione (alcuni gruppi palestinesi), mentre resiste e prima facevano discorsi contro di lui.
Contatto  un gruppo di donne del nostro palazzo  e abbiamo discusso se possiamo andare a piedi verso il palazzo di Arafah e non siamo riuscite, abbiamo avute notizie dell’assassinio a sangue freddo di un gruppo di poliziotti palestinesi ed hanno  impedito ai gruppi pacifisti europei di arrivare alla sede di Arafath e sparano ad ogni cosa che si muove....""
postato da: chiccama alle ore 13:00 | link | commenti
categorie: palestina, lettere, ramallah




"""... Il terzo e il quarto giorno, ma perché devo contare i giorni, se sono tutti uguali?
Persino gli uccelli di ramallah non fanno sentire il loro verso il mattino, spariti e impauriti dagli spari ed  dai rumori.
Per ammazzare il tempo faccio qualcosa in casa, cucino con poca acqua e all’occorrenza vado in prestito dalla mia vicina, dobbiamo conservare le nostre forze e in ordine il nostro corpo il piu possibile per non piegarci a questo assedio.
Sento dalla radiolina le manifestazioni degli studenti egiziani nelle Università, la vicina mi manda un po’ di pane, perché lo fa in casa e sto attaccata alla radiolina e sento i numeri di cellulari dei volontari stranieri per contattarli in caso di bisogno, anche per rifornimenti di acqua e essi vanno con le macchine con simboli internazionali guidate dai gruppi pacifisti e le organizzazioni dei diritti dell’uomo e  chiedono di essere informati sugli arrestati per seguirli nelle pratiche.
Non ti avevo detto che non possono piegarci e non riusciranno a toglierci la nostra forza e la nostra vivacità, mi sento carica dentro e vedere tutti questi gruppi anche stranieri  che si muovono, ci aiutano  mi da tanta forza.
A mezzanotte tra il terzo e il quarto giorno è tornata la luce e vedo la televisione  e mio figlio passa il tempo a suonare, sento il rimbombo dei carri armati e io e mio figlio piu si avvicinano piu siamo pronti, suona il campanello del portone e schiacciamo il citofono subito per non dargli il tempo di sfondare il portone e aspettiamo con preoccupazione …dopo qualche minuto, non vedendo nessuno, chiamo il portiere e sua moglie mi dice tremando, l’hanno preso per fargli aprire il portone del ministero e chiude la comunicazione e capisco che i soldati sono in casa sua.
Si è illuminata  improvvisamente la parte occidentale del palazzo, rumori violenti di vetri in frantumi e voci di molti soldati nel pianerottolo fino alla fine della scala e improvvisamente se ne va il satellite della televisione… non sappiamo cosa è successo e cosa succederà.
Mio figlio si riveste e prende la sua carta d’identità, il suo passaporto giordano, la medicina e sento il suo cuore batter forte nel petto, è nuovo in questa città e non abituato a quanto succede, perché gli arresti per chi vive qui invece sono prevedibile.
Nessuno sa i comportamenti di questi soldati, possono essere violenti e ammazzano ad un minimo di provocazione e possono perquisire come una routine, come possono arrestare tutti gli uomini o i giovani soltanto o anche tutta la famiglia e anche possono usare la casa a loro piacimento.
Siamo così rimasti fino all’alba, finché il rumore è diminuito e i mezzi si sono allontanati.
Dopo che sono andati abbiamo visto che hanno distrutto tutto dove sono andati e hanno rubato tutto quanto c’era.
Il giorno dopo che hanno distrutto il satellite, non è rimasta per noi nessun  mezzo di comunicazione solo il canale locale, e poco  dopo che hanno distrutto anche i  canali locali.
Om W. Ti ho pensato……. """
 
il resto sono parole private, sui nostri affetti comuni
 
chicca  che ha tradotto Anin
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categorie: palestina, lettere, ramallah

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