

RIPROPONGO QUESTE LETTRE PERCHE' LA SITUAZIONE DEL POPOLO PALESTINE, NONOSTANTE QUELLE CHE SEMBRANO BELLE PAROLE, è ORMAI ALLO STREMO,
DOMANI NE PUBBLICHERO' ALTRE
LETTERE DA RAMALLAH
ho deciso di postare queste lettere che sono del 2002 , arrivate nel 2003 per posta, un anno dopo esatto, da una mia cara amica Anin (non ha il computer) dalla zona di Rammallah
era il periodo in cui l'Esercito Israeliano stava assediando Ramallah e molti altri campi profughi palestinesi,
non sono lettere particolari, non hanno niente di speciale, sono solo il racconto scarno di un quotidiano vissuto sotto tiro come adesso sta ricapitando, e per questo le pubblico
di mio c'è soltanto la traduzione che ho cercato di mantenere il piu' possibile vicino all'originale anche a costo di perdere di "effetto"...
chicca
""...Cosa ti dico!!
La parola è impotente a spiegare cosa è successo: posso spiegarti il sangue?
Il sangue non si spiega se non con lo stesso sangue.
Come posso raccontarti la morte?
E la more urla annunciandosi da sola nella mia terza città dopo Amman e Beyrut e il nostro assedio che ci chiude..
Cosa devo dirti?
Noi non riusciamo a dormire dalla violenza dei bombardamenti, i nostri occhi si chiudono soltanto quando presi dalla stanchezza.
Non abbiamo né acqua né luce e facciamo economia sul gas almeno così prepariamo il nostro caffè e fumiamo qualche sigaretta.
Ti spiego la scena intorno alla mia casa il primo giorno. Tu sai che abito nel quartiere al Birah , sotto il municipio e la moschea e dietro il centro dell’arte popolare e a fianco del Palazzo Al B.
Sono stata svegliata alle 5 del mattino di venerdì da un rumore assordante, ho guardato dalla parte destra della mia casa e ho visto due carri armati, è stata un sorpresa e ho guardato dall’altra parte sotto il palazzo di al B e ho visto una fila di carri armati a una distanza di 50 metri. Mi sono meravigliata che Sharon fosse arrivato a questo punto dell’immobilismo e della paura del suo destino!!
Marciare con questo numero impressionante di mezzi corazzati in una città piccola come Ramallah.!
Intorno alla mia casa che ha un perimetro di 100 metri ho visto a vista d’occhio soltanto circa 15 cari armati e un blindato. Mi ha scosso questa visione perché stavo bevendo il mio caffè quasi davanti a loro sul balcone.
A questo punto ho sentito degli spari e il rimbombo di mezzi e di elicotteri non lontani. Mi hanno chiamato alcuni amici per sapere cosa sta succedendo e mi hanno riferito che piu’ di 70 carri armati e mezzi e centinaia di soldati circondano la residenza di Arafat.
In un primo momento ho avuto paura per la sua vita, poi un’altra chiamata mi ha messo in guardia di non uscire e di non avvicinarmi alle finestre perché decine di soldati hanno preso posizione vicino al palazzo di al P e usano i tetti per i cecchini perché sono i palazzi piu’ .
Non ci sono uffici dell’Autorità palestinesi nella nostra zona, soltanto una sede regionale di Al fatha che a sua volta è stata bombardata a settembre scorso e anche il ministero dell’ambiente che è collocato nella pare ovest del nostro palazzo, piu' il centro dell’informazione e la sede della luna rossa palestinese (croce rossa).
Abbiamo cominciato a sentire che la corrente è mancata nella grande parte dei quartieri di Ramallah e abbiamo udito degli spari e bombardamenti nelle varie zone e violenti scontri mentre facevano irruzione nei palazzi alti e mettono gli abitanti dei palazzi senza badare al loro numero in un solo appartamento e poi vengono tagliate le linee telefoniche, requisiscono i celllulari, salgono sui pian alti e vanno sui tetti come cecchini. In piu si appropriano di tutto quello che c’è negli appartamenti, mangiare, soldi, elettrodomestici,
Ad un certo punto abbiamo sentito l’altoparlante che chiamava gli uomini tra i 15 e 50 anni ad arrendersi e se dai palazzi e condomini non fossero usciti avrebbero fatto irruzione sfondando le porte e molti soldati israeliani all’inizio avevano paura e quasi tremavano e noi donne cercavano di calmarli perché non sparassero all’interno delle case e tutta note abbiamo temuto che facessero irruzione nella nostra casa per arrestare i giovani.
Ho chiesto a mio figlio di prepararsi che se lo prendevano non lo trovassero in pigiama, ma vestito bene e prendesse con se qualche soldo e la medicina , a questo punto ho visto mio figlio tremare e impaurito perché non è abituato a confrontarsi coi soldati e non pronto ad agire in questa situazione era piccolino nell’assedio precedente.---"


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